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Mola di Bari, la storia del Gabbiano
E’ uno dei simboli di Mola, adagiato com’è sul mare e con la sua grande insegna gialla e l’emblematico uccello rosso stilizzato disegnato su una parete. Parliamo del “Gabbiano”, sala ricevimenti presente nel paese in provincia di Bari da più di mezzo secolo, ma che oggi appare come un animale ferito, visto che da una decina d’anni i proprietari hanno deciso di chiuderlo lasciandolo in balia del vento e della forza del mare
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Arrivando da Bari è impossibile non notarlo con la sua grande insegna gialle: si trova sul lungomare poco prima del castello e del centro storico
La struttura, voluta dall’imprenditore Lorenzo Giliberti e passata in eredità ai figli, è separata dalla strada unicamente da un muretto, interrotto da un vialetto che porta direttamente all’entrata, costituita dall’originario e imponente portone basculante, su cui legno e vetro disegnano un rombo
Il prospetto si presenta quasi completamente integro, ma di un color salmone sbiadito e corroso dalla salsedine
Sul retro, che si affaccia su una piccola spiaggetta, invece non c’è più alcuna traccia della tipica tinta rosea, mentre sono più evidenti gli effetti delle intemperie ma anche degli occasionali writers che lo hanno coperto di murales
Successivamente fu realizzata anche un’ampia veranda in legno con vista sul mare, anch’essa abbandonata oggi al suo destino
Come tristemente vuoto è l’ampio parcheggio esterno che dà sul mare e dal quale è possibile scorgere il disegno del gabbiano rosso
Appena arrivati in sala c’era l’usanza per i neosposi di farsi fotografare prima con l’immagine del gabbiano sullo sfondo e solo dopo sul mare con amici e parenti: era una sorta di portafortuna
Bei tempi per il Gabbiano, che ormai da anni giace sulla costa trascurato e derelitto, aspettando il giorno in cui poter, forse, spiccare nuovamente il volo