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Modugno, viaggio nell'ex mobilificio Aiazzone
Abbandonati, depredati, ma anche decorati da coloratissimi murales: alcune immagini dei due capannoni dell'ex mobilificio Aiazzone di Modugno, chiuso dal marzo del 2011 (foto di Gennaro Gargiulo)
24 fotografie
L'ex mobilificio visto da lontano: sulla destra svetta l'inconfondibile torre con l'insegna di Aiazzone
Gli ingressi sono quasi tutti aperti
Nel capannone più grande, in passato occcupato in parte da un negozio di elettronica, grosse tubature pendono dal soffitto
Sul pavimento c'è un confuso ammasso di legno, pezzi di cartongesso, calcinacci, tubi e vetri
Alcuni murales colorati affiancano le vecchie insegne pubblicitarie
Entriamo in un secondo vano: dal soffitto pende una miriade di fili elettrici colorati
Per terra spicca un divano marchiato dalle impronte di un cagnolino
Tra i rifiuti salta all'occhio anche una scarpa da donna
In un'altra stanza si notano i resti di un piccolo falò improvvisato
Le opere di Skolp, un artista che ha lasciato numerose testimonianze del suo passaggio nell'edificio
Nel bagno manca lo specchio e qualcuno ha pensato bene di disegnarlo
L'area si articola in tanti cubicoli in cartongesso che una volta erano destinati allo spazio espositivo
La vecchia cartellonistica e i resti del tessuto usati quando l'edificio era in attività
Le pareti bianche invase da murales variopinti
Un'altra scritta a opera di Skolp
Il murales di un improbabile pugile
I disegni arrivano fin quasi al soffitto
Il murales di un uomo senza braccia dedito all'autoerotismo: in primo piano gli attrezzi usati per disegnarlo
Un divano abbandonato nella strada che separa i due capannoni
Uno dei tanti tombini lasciati spalancati
Il desolante parcheggio a tre piani
Alcune dichiarazioni d'amore sui muri del parcheggio
Anche qui i murales colorano l'ambiente desolante
Un disegno dai colori particolarmente accesi