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Modugno, il "sentiero dei carrubi"

Modugno 22 foto 5 November 2025

Sono tra gli alberi più antichi e maestosi della Puglia e i loro frutti erano chiamati il “cioccolato dei poveri” perché usati come dolci dai contadini. È questa la descrizione dei carrubi: giganti verdi che popolano da secoli le campagne baresi, ma il cui numero è drasticamente diminuito negli ultimi decenni. Nel corso degli anni infatti si è perso interesse per i bacelli del carrubo, che un tempo erano utilizzati come mangime per gli animali e usati in cucina come sostituti del cacao o addensanti. Questi alberi sono quindi stati man mano rimpiazzati da colture più redditizie, anche se ultimamente si sta registrando una rinnovata attenzione dell’industria alimentare nei confronti della pianta.     Proprio per riscoprire la storia dei carrubi ci siamo uniti all’associazione “Sentieri Modugnesi” che da due anni, ogni domenica, organizza passeggiate gratuite in campagna per valorizzare il patrimonio naturalistico e rurale della Terra di Bari. Uno dei loro percorsi si chiama proprio il “sentiero dei carrubi” e si snoda per quasi quattro chilometri nell’agro compreso tra Modugno e Bitetto, svelando imponenti alberi secolari (foto di Paola Grimaldi)

22 fotografie
Il luogo dell’appuntamento è la stazione di Modugno...
Il luogo dell’appuntamento è la stazione di Modugno...
...lì dove facciamo la conoscenza di Patrizia Bruno e Domenico Caporusso, membri dell’associazione
...lì dove facciamo la conoscenza di Patrizia Bruno e Domenico Caporusso, membri dell’associazione
Le nostre guide ci indicano dei cartelli che segnalano i cinque percorsi da loro ideati
Le nostre guide ci indicano dei cartelli che segnalano i cinque percorsi da loro ideati
Noi seguiamo il “Sentiero verde dei carrubi”...
Noi seguiamo il “Sentiero verde dei carrubi”...
...che ci porta su un vecchio tratturo circondato da ulivi e fichi d’india
...che ci porta su un vecchio tratturo circondato da ulivi e fichi d’india
«Stiamo camminando su un tratto della vecchia via Traiana, la strada romana che collegava Benevento a Brindisi aperta tra il 108 e il 109 d.C.», avverte Patrizia
«Stiamo camminando su un tratto della vecchia via Traiana, la strada romana che collegava Benevento a Brindisi aperta tra il 108 e il 109 d.C.», avverte Patrizia
Dopo qualche minuto di cammino ecco stagliarsi sulla nostra destra, praticamente adiacente alla strada, il primo maestoso carrubo
Dopo qualche minuto di cammino ecco stagliarsi sulla nostra destra, praticamente adiacente alla strada, il primo maestoso carrubo
Le sue lunghe foglie color verde scuro sembrano quasi disegnare un cuore
Le sue lunghe foglie color verde scuro sembrano quasi disegnare un cuore
Ha almeno cento anni: lo si capisce dal suo tronco che ha una circonferenza di più di tre metri
Ha almeno cento anni: lo si capisce dal suo tronco che ha una circonferenza di più di tre metri
Tra i rami notiamo i frutti che pendono...
Tra i rami notiamo i frutti che pendono...
...sono baccelli allungati e leggermente curvi di colore marrone scuro
...sono baccelli allungati e leggermente curvi di colore marrone scuro
«Le carrube venivano anche chiamate il “cioccolato dei poveri”,  visto che il loro sapore dolce ricorda quello del cacao – racconta Patrizia –. Un tempo addirittura i bambini li mangiavano crudi raccogliendoli dai rami, come se fossero caramelle naturali»
«Le carrube venivano anche chiamate il “cioccolato dei poveri”, visto che il loro sapore dolce ricorda quello del cacao – racconta Patrizia –. Un tempo addirittura i bambini li mangiavano crudi raccogliendoli dai rami, come se fossero caramelle naturali»
Proseguiamo il nostro cammino e a metà percorso incontriamo un vero e proprio “monumento”: il carrubo-icona dell’intero percorso. «È un albero che avrà perlomeno 700-800 anni», afferma Patrizia
Proseguiamo il nostro cammino e a metà percorso incontriamo un vero e proprio “monumento”: il carrubo-icona dell’intero percorso. «È un albero che avrà perlomeno 700-800 anni», afferma Patrizia
Si tratta di un carrubo alto almeno 15 metri e con una fitta chioma larga più di dieci metri
Si tratta di un carrubo alto almeno 15 metri e con una fitta chioma larga più di dieci metri
Presenta un tronco possente, largo e contorto. La sua corteccia color cenere appare rugosa e screpolata, segnata da profonde fessure che raccontano i secoli trascorsi
Presenta un tronco possente, largo e contorto. La sua corteccia color cenere appare rugosa e screpolata, segnata da profonde fessure che raccontano i secoli trascorsi
Sembra quasi scolpito dal tempo, con cavità, nodi e rigonfiamenti che trasmettono solidità, resistenza e maestosa eleganza
Sembra quasi scolpito dal tempo, con cavità, nodi e rigonfiamenti che trasmettono solidità, resistenza e maestosa eleganza
Il carrubo gronda di frutti...
Il carrubo gronda di frutti...
...ne troviamo tanti anche sul terreno circostante
...ne troviamo tanti anche sul terreno circostante
Raccogliamo così un bacello, lo spezziamo e lo apriamo...
Raccogliamo così un bacello, lo spezziamo e lo apriamo...
...notando come all’interno contenga dei semi che sembrano olive dal colore marrone
...notando come all’interno contenga dei semi che sembrano olive dal colore marrone
«Questi chicchi – illustra Domenico - si riteneva avessero un peso uniforme di circa mezzo grammo e in antichità venivano utilizzati come unità di misura per materiali preziosi quali l’oro. La parola “carato” del resto dovrebbe far riferimento proprio al seme di carruba, chiamato dagli arab quirat»
«Questi chicchi – illustra Domenico - si riteneva avessero un peso uniforme di circa mezzo grammo e in antichità venivano utilizzati come unità di misura per materiali preziosi quali l’oro. La parola “carato” del resto dovrebbe far riferimento proprio al seme di carruba, chiamato dagli arab quirat»
Giungiamo infine all’antichissimo casale fortificato di Balsignano, accanto al quale sorge un altro carrubo: è più giovane ma non meno maestoso e florido
Giungiamo infine all’antichissimo casale fortificato di Balsignano, accanto al quale sorge un altro carrubo: è più giovane ma non meno maestoso e florido