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Matteo e i Diavoli di Zonderwater

Bari 13 foto 31 January 2023

«Il calcio è stato la salvezza di mio padre, sopravvissuto al più grande campo di concentramento per prigionieri di guerra italiani». Sono le parole di Giovanni De Benedictis, 67enne barese figlio di Matteo, uno dei reclusi di “Zonderwater”: un luogo del lontano Sudafrica in cui durante la Seconda guerra mondiale furono internati 94mila connazionali. Una vera e propria città delimitata dal filo spinato, i cui “abitanti” trovarono una sola ragione per vivere: il gioco del pallone.

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«Il calcio è stato la salvezza di mio padre, sopravvissuto al più grande campo di concentramento per prigionieri di guerra italiani». Sono le parole di Giovanni De Benedictis...
«Il calcio è stato la salvezza di mio padre, sopravvissuto al più grande campo di concentramento per prigionieri di guerra italiani». Sono le parole di Giovanni De Benedictis...
..., 67enne barese figlio di Matteo, uno dei reclusi di “Zonderwater”: un luogo posto nel lontano Sudafrica in cui durante la Seconda guerra mondiali furono internati quasi 100mila connazionali
..., 67enne barese figlio di Matteo, uno dei reclusi di “Zonderwater”: un luogo posto nel lontano Sudafrica in cui durante la Seconda guerra mondiali furono internati quasi 100mila connazionali
Una vera e propria città delimitata dal filo spinato, in cui i suoi “abitanti” trovarono una solo ragione per vivere: il gioco del pallone
Una vera e propria città delimitata dal filo spinato, in cui i suoi “abitanti” trovarono una solo ragione per vivere: il gioco del pallone
Sì perché lì, dal 1941 al 1946, si tennero partite, tornei e campionati tra detenuti, con tanto di squadre, divise e pubblico, composto da altri prigionieri
Sì perché lì, dal 1941 al 1946, si tennero partite, tornei e campionati tra detenuti, con tanto di squadre, divise e pubblico, composto da altri prigionieri
Un’incredibile pagina di storia dimenticata, tornata alla luce solo dopo la pubblicazione nel 2010 di “I Diavoli di Zonderwater”: un libro a firma del giornalista Carlo Annese, dal quale nel 2021 è stato tratto un documentario televisivo a cura di Federico Buffa
Un’incredibile pagina di storia dimenticata, tornata alla luce solo dopo la pubblicazione nel 2010 di “I Diavoli di Zonderwater”: un libro a firma del giornalista Carlo Annese, dal quale nel 2021 è stato tratto un documentario televisivo a cura di Federico Buffa
Giovanni un giorno si è ritrovato tra le mani scatti in bianco e nero che ritraevano dei giovani in un campo da calcio...
Giovanni un giorno si è ritrovato tra le mani scatti in bianco e nero che ritraevano dei giovani in un campo da calcio...
...con indosso una divisa sportiva, pantaloncini, scarpette e calzini...
...con indosso una divisa sportiva, pantaloncini, scarpette e calzini...
...in posa dietro a un pallone di cuoio
...in posa dietro a un pallone di cuoio
In altre immagini si vedevano azioni, passaggi...
In altre immagini si vedevano azioni, passaggi...
...e colpi di testa
...e colpi di testa
All’apparenza sembravano normali partite tra amici, ma le foto nel retro riportavano un scritta: “blocco 11, campo 43...
All’apparenza sembravano normali partite tra amici, ma le foto nel retro riportavano un scritta: “blocco 11, campo 43...
...Zonderwater 16.1.46”
...Zonderwater 16.1.46”
E qui l’uomo capì che il padre, morto nel 2007, in tanti anni gli aveva nascosto qualcosa di importante. Si mise così alla ricerca della verità, riuscendo in poco tempo a ricostruire un intricato puzzle
E qui l’uomo capì che il padre, morto nel 2007, in tanti anni gli aveva nascosto qualcosa di importante. Si mise così alla ricerca della verità, riuscendo in poco tempo a ricostruire un intricato puzzle