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Madonnella e Japigia, le case sui binari
Il disagio di avere a che fare tutti i giorni con i rumori assordanti dei convogli che sfrecciano sotto casa. È il caso di quegli edifici posizionati tra la fine del quartiere Madonnella e l’inizio del rione Japigia di Bari: si affacciano letteralmente sui binari, costringendo i residenti ad avere davanti agli occhi e soprattutto nelle orecchie centinaia di treni che transitano ininterrottamente dalla mattina alla sera. Sorgono precisamente tra la fine di corso Sonnino e un po’ più a sud, all’inizio di viale Japigia (foto di Antonio Caradonna)
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Il nostro viaggio parte da corso Sonnino, principale arteria del rione Madonnella: qui diversi palazzi si ergono a un tiro di schioppo dalle rotaie
Stretto tra i condomini spunta qualche vicolo cieco che termina con un’alta cancellata, lasciando intravedere la ferrovia
Ne scorgiamo uno all’altezza di via Matteotti, tra un alto stabile giallo e grigio e un piccolo parcheggio privato
Ci muoviamo verso la periferia e dopo qualche decina di metri il caseggiato lascia a spazio a un largo marciapiede: lo percorriamo fin quasi al ponte Garibaldi, trovando alla nostra destra l'ingresso della piccola stazione Marconi
Varchiamo l'entrata e camminando sulla banchina arriviamo sotto il ponte Garibaldi...
superato il quale possiamo osservare da una posizione privilegiata i grandi palazzoni di viale Japigia, le cui facciate appaiono annerite dalle polveri sollevate dai treni
E su un balcone al primo piano di un palazzo giallo ocra scorgiamo un anziano intento a leggere. Sembra non essere disturbato dal fischio della locomotiva che si allontana. «Abbiamo imparato a convivere con il rumore dei treni», ci urla dal suo balcone
A questo punto imbocchiamo un sottopassaggio che ci permette di sbucare sulla banchina opposta, quella di via Oberdan. Di fronte a noi ora ci sono gli edifici color pastello di Madonnella, imbrattati da alcune scritte...
...solo il sole del tramonto, illuminandoli con gli ultimi raggi di giornata, riesce a renderli un minimo "romantici"
Da qui riusciamo ad “ammirare” anche il retro della caserma abbandonata dell’Aeronautica, proprio mentre un treno la lambisce smuovendo l'unica nota di verde del panorama: le piante spontanee che crescono accanto alle rotaie
Usciamo quindi dalla stazione e scarpiniamo verso sud: passando sotto il ponte Garibaldi via Oberdan diventa viale Japigia: incontriamo così i palazzi scrutati prima dall'altra parte della linea ferroviaria
Sulla sinistra si aprono una serie di traverse che "muoiono" contro la recinzione dei binari, con l’eccezione di via Messapia da cui parte un ponticello pedonale che riporta nel quartiere Madonnella
Saliamo velocemente gli scalini ripidi del cavalcavia. Quassù è la posizione ideale per capire quanto balconi e lenzuola appese siano vicini a quella selva di tralicci e fili posti sotto di noi
Proprio in quel momento un altro treno "accarezza" gli immobili circostanti, prima di riprendere la sua corsa verso la stazione di Bari Centrale
Scendiamo, per rimanere però sempre in via Messapia, dove abbiamo appuntamento con la signora Maddalena, che ci permette di salire nel suo appartamento, il cui balcone al primo piano affaccia sui binari. La donna ci spiega quanto per lei sia difficoltoso stendere i panni
Ci affacciamo e notiamo i vari balconi che affacciano sui binari. Su alcuni terrazzini sono presenti anche tavolini e sedie: c’è quindi chi riesce a rilassarsi nonostante il frastuono che arriva da giù
Maddalena ci conduce nell'appartamento di Angelina, la sua vicina di casa, che per colpa del rumore insostenibile ha perso persino l'udito. E in effetti dalla sua finestra sembra quasi di scorgere i passeggeri all’interno di quei vagoni che sfiorano letteralmente la sua camera
Salutiamo le due donne per salire ora al terzo piano, dove un giovane ci permette di scattare qualche fotografia dal suo balcone
Si chiama Antonio e ci dice che vorrebbe tanto andare via di qua. Magari saltando su uno di quei treni che ogni giorno, ad ogni ora, è costretto a veder passare