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Lo Squash Center di Bari
Non sarà diffuso come il Padel, ma vanta una schiera di appassionati che si sfidano in partite accesissime con un grande dispendio di energie fisiche e mentali. Parliamo dello Squash (da to squash, schiacciare), sport di racchetta proveniente dall’Inghilterra e sbarcato nel capoluogo pugliese nel 1990. Bari è stata infatti la prima città del Sud Italia ad aprire un circolo dedicato a questo gioco: lo Squash Center, ancora oggi diretto dal fondatore Dino Ranieri (che nel 1997 fu anche il primo a portare nel Meridione il padel). Siamo andati a visitarlo (foto di Paola Grimaldi)
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Siamo in strada Santa Caterina, lì dove lo Squash Center si trova dal 2007 (prima era in via Glomerelli)
Alla destra dell’entrata si fa notare un murale con un giocatore armato di racchetta e la scritta “squash”
Sulla parete opposta campeggia il nome del circolo in blu e giallo
Veniamo quindi accolti da Dino Ranieri, oggi 63enne, che ci racconta le origini del suo circolo all’interno di una stanza dove trovano spazio le coppe vinte dai suoi atleti
Il centro (l’unico esistente in città) negli anni ha infatti sfornato diversi talenti tra cui spiccano i fratelli Simone...
...e Daniele De Bartolomeo, più volte campioni italiani
Nel 1990 venne inaugurata la prima sede dello Squash Bari in via Glomerelli, dapprima con due campi...
...poi con quattro
Superiamo quindi il tornello d’ingresso e sulla sinistra notiamo una spaziosa palestra...
...e dall’altro lato, in fila, tutti i campi
Sono composti da quattro pareti di cui quelle laterali e quella frontale in muratura e quella di fondo in vetro, per permettere la visibilità dall’esterno
In uno si stanno sfidando un uomo e una donna: stanno però giocando a Squash 57, una variante più facile ideata da qualche anno...
...che prevede una pallina un po' più leggera, una racchetta con piatto corde molto più grande e l’impugnatura più piccola
Due atleti invece si stanno affrontando in una partita classica: è l’occasione per capire come si gioca a squash
Partiamo dall’attrezzatura, che prevede una racchetta e una pallina. La prima è più simile a quella da tennis che da padel, con un piatto corde più piccolo. La seconda, leggerissima, ha un diametro di quattro centimetri e contiene una goccia d’acqua che via via che il gioco prosegue aumenta di temperatura consentendo una maggiore capacità di rimbalzo
Gli atleti sono posti uno accanto all’altro e con lo sguardo rivolto verso un muro frontale, quello su cui la pallina dovrà essere lanciata da uno dei due giocatori per poi essere ripresa al volo o dopo un rimbalzo dal secondo atleta
Ci si alterna quindi nei colpi, fino a quando non viene commesso un errore, il che avviene quando la pallina viene spedita fuori dai limiti del campo oppure quando la si fa rimbalzare due volte