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Le ville di via Fanelli, tra grandiosità e riti satanici

Bari 20 foto 12 April 2017

Sono tra le ville più antiche e grandi di tutta Bari, costruite tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 secondo i dettami dello stile liberty. Solo che queste splendide dimore non sono visibili: si trovano infatti celate da alti muri e grandiosi arbusti che di fatto le nascondono agli occhi dei passanti. Si tratta quindi di fabbricati “misteriosi”, la cui antica storia si intreccia con episodi di inquietanti rituali satanici che sono stati praticati proprio al loro interno negli anni 90. Parliamo delle quattro ville presenti una accanto all’altra in un isolato di via Fanelli compreso tra viale Einaudi e la "zona delle casermette" (foto di Antonio Caradonna)  

20 fotografie
Le ville sono presenti una accanto all’altra in un isolato di via Fanelli compreso tra viale Einaudi e la "zona delle casermette"
Le ville sono presenti una accanto all’altra in un isolato di via Fanelli compreso tra viale Einaudi e la "zona delle casermette"
Scarpiniamo costeggiando inizialmente l'inferriata azzurra della scuola media Michelangelo e il muretto di una nuova villa. Dopo circa 150 metri notiamo un cancello giallo deturpato da alcune scritte e quasi "oscurato" da un imponente cartellone pubblicitario: è il vecchio ingresso del “villino della Ferrero”, la nostra prima tappa
Scarpiniamo costeggiando inizialmente l'inferriata azzurra della scuola media Michelangelo e il muretto di una nuova villa. Dopo circa 150 metri notiamo un cancello giallo deturpato da alcune scritte e quasi "oscurato" da un imponente cartellone pubblicitario: è il vecchio ingresso del “villino della Ferrero”, la nostra prima tappa
Per visitarla però è necessario raggiungerla dal fianco sinistro dopo aver percorso un viale sterrato circondato da palme, pini, cipressi e ligustri
Per visitarla però è necessario raggiungerla dal fianco sinistro dopo aver percorso un viale sterrato circondato da palme, pini, cipressi e ligustri
La struttura, caratterizzata da eleganti cornicioni dorati, fu edificata a fine 800 dall'ingegnere Luigi Colonna come residenza agricola e acquistata in seguito dalla Ferrero, azienda di dolciumi che come abbiamo scritto tempo fa aveva proprio qui un suo stabilimento
La struttura, caratterizzata da eleganti cornicioni dorati, fu edificata a fine 800 dall'ingegnere Luigi Colonna come residenza agricola e acquistata in seguito dalla Ferrero, azienda di dolciumi che come abbiamo scritto tempo fa aveva proprio qui un suo stabilimento
Lo stabilimento abbandonato della Ferrero
Lo stabilimento abbandonato della Ferrero
Il villino della ex Ferrero è un “casino", cioè una casa nobile di campagna che si trova vicino i resti dell’ex fabbrica di dolciumi. Sulla destra di un viale incanalato da palme, pini, cipressi e ligustri si presenta come una struttura semplice, con un salone centrale circolare da cui si accede ai 4 vani che lo circondano
Il villino della ex Ferrero è un “casino", cioè una casa nobile di campagna che si trova vicino i resti dell’ex fabbrica di dolciumi. Sulla destra di un viale incanalato da palme, pini, cipressi e ligustri si presenta come una struttura semplice, con un salone centrale circolare da cui si accede ai 4 vani che lo circondano
Attraverso una finestra aperta riusciamo comunque a introdurci negli interni, costituiti da un salone centrale circolare e quattro vani secondari che un tempo accoglievano statue neoclassiche ormai perdute
Attraverso una finestra aperta riusciamo comunque a introdurci negli interni, costituiti da un salone centrale circolare e quattro vani secondari che un tempo accoglievano statue neoclassiche ormai perdute
Ma nelle varie stanze vuote ad attirare la nostra attenzione sono alcune scritte lugubri. Si va dalla più classica delle bestemmie, al “pentacolo”, cioè la stella a cinque punte inscritta in un cerchio simbolo in genere adottato nell'ambito del satanismo
Ma nelle varie stanze vuote ad attirare la nostra attenzione sono alcune scritte lugubri. Si va dalla più classica delle bestemmie, al “pentacolo”, cioè la stella a cinque punte inscritta in un cerchio simbolo in genere adottato nell'ambito del satanismo
A sopresa c'è anche il numero "777",  che nell'esoterismo simboleggia il potere della Trinità e si contrappone al più noto "666", la sequenza del demonio: forse è stato riportato in mezzo a tanti scarabocchi blasfemi proprio per schernire il credo cristiano
A sopresa c'è anche il numero "777", che nell'esoterismo simboleggia il potere della Trinità e si contrappone al più noto "666", la sequenza del demonio: forse è stato riportato in mezzo a tanti scarabocchi blasfemi proprio per schernire il credo cristiano
I racconti di messe nere non sono nulla rispetto a quelli inerenti alla seconda villa che andiamo a visitare, che si trova sempre su via Fanelli a una trentina di metri dalla “Ferrero”
I racconti di messe nere non sono nulla rispetto a quelli inerenti alla seconda villa che andiamo a visitare, che si trova sempre su via Fanelli a una trentina di metri dalla “Ferrero”
Si tratta dell'ex istituto Filippo Smaldone, scuola materna ed elementare per sordomuti gestita dalle suore e risalente al 1903. Negli anni 90 fu teatro di riti satanici
Si tratta dell'ex istituto Filippo Smaldone, scuola materna ed elementare per sordomuti gestita dalle suore e risalente al 1903. Negli anni 90 fu teatro di riti satanici
Lo stabile, di colore bianco, è preceduto da un cancello arrugginito che dà accesso a un vialetto
Lo stabile, di colore bianco, è preceduto da un cancello arrugginito che dà accesso a un vialetto
Alla fine della stradella ci si trova davanti a un edificio ricoperto da un'impalcatura messa su dagli operai che lo stanno ristrutturando. Presenta al piano terra un ingresso ad arco inserito tra due finestre e al primo piano tre aperture che si affacciano su un'estesa balconata
Alla fine della stradella ci si trova davanti a un edificio ricoperto da un'impalcatura messa su dagli operai che lo stanno ristrutturando. Presenta al piano terra un ingresso ad arco inserito tra due finestre e al primo piano tre aperture che si affacciano su un'estesa balconata
Giungiamo ora di fronte a villa Anna, dimora indicata da tutti i libri di arte come un autentico gioiello della città
Giungiamo ora di fronte a villa Anna, dimora indicata da tutti i libri di arte come un autentico gioiello della città
Peccato però che non ci sia modo di ammirarla da vicino: la proprietaria infatti rifiuta ogni visita
Peccato però che non ci sia modo di ammirarla da vicino: la proprietaria infatti rifiuta ogni visita
La residenza e il suo ampio giardino sono racchiusi da una lunga balaustra bianca e un raffinato cancello in parte dorato: quest'ultimo è incastrato tra due colonne sormontate da sculture consistenti in vasi di pietra colmi di pigne
La residenza e il suo ampio giardino sono racchiusi da una lunga balaustra bianca e un raffinato cancello in parte dorato: quest'ultimo è incastrato tra due colonne sormontate da sculture consistenti in vasi di pietra colmi di pigne
Della villa bianca e rossa, che vide la luce nel 1893 per volontà del commerciante Pasquale Di Cagno, intravediamo però solo il tetto e il suo frontone semicircolare
Della villa bianca e rossa, che vide la luce nel 1893 per volontà del commerciante Pasquale Di Cagno, intravediamo però solo il tetto e il suo frontone semicircolare
Per descriverla quindi ci affidiamo a una foto tratta dal libro "Ville e giardini a Bari fra l'800 e il '900” di Michela Tocci e Giuseppe Romanelli. Dall'immagine risulta che l'entrata principale, posizionata al primo piano, è raggiungibile attraverso una doppia scalinata che porta a un terrazzino e a due avancorpi laterali circondati da pilastrini di gusto classico. Da qui si accede agli ambienti del piano nobile passando sotto un arco a tutto sesto e una cornice modanata
Per descriverla quindi ci affidiamo a una foto tratta dal libro "Ville e giardini a Bari fra l'800 e il '900” di Michela Tocci e Giuseppe Romanelli. Dall'immagine risulta che l'entrata principale, posizionata al primo piano, è raggiungibile attraverso una doppia scalinata che porta a un terrazzino e a due avancorpi laterali circondati da pilastrini di gusto classico. Da qui si accede agli ambienti del piano nobile passando sotto un arco a tutto sesto e una cornice modanata
L'ultima fermata del nostro tragitto: Villa Bovio, detta anche il "Parco delle fiabe". È una villa di inizio 900 immersa nel verde di un incantevole parco secolare, adibita dal 1970 ad asilo privato e protetta da un grazioso cancello nero
L'ultima fermata del nostro tragitto: Villa Bovio, detta anche il "Parco delle fiabe". È una villa di inizio 900 immersa nel verde di un incantevole parco secolare, adibita dal 1970 ad asilo privato e protetta da un grazioso cancello nero
La villa sorge accanto alla chiesa rurale di San Pasquale
La villa sorge accanto alla chiesa rurale di San Pasquale