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Le tappezzerie storiche di Bari
Si autodefiniscono “addobbatori delle case”: del resto sono loro a foderare e rivestire sedie, poltrone e divani e a creare quelle tende che vanno immancabilmente a impreziosire e a rendere più confortevoli le abitazioni. Il mestiere di cui stiamo parlando è quello del tappezziere, lavoro antichissimo portato avanti da artigiani che, tra tessuti e stoffe, fanno in modo di “rimettere a nuovo” l’arredamento. I più vecchi della città sono “Solazzo”, “Fanelli” e “Bux”: siamo andati a trovare gli ultimi due (foto di Francesco De Leo)
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Eccoci quindi a Poggiofranco, in via Papa Innocenzo XII...
...dove un’insegna bianca annuncia che ci troviamo dinnanzi alla tappezzeria Fanelli
Varcato l’ingresso, subito notiamo sulla sinistra un armadio ricco di campioni di stoffe colorate...
...ci accoglie la famiglia al completo: il 71enne Giovanni, la moglie 66enne Maria Giuseppa e il figlio 33enne Antonello
Mentre la donna stende...
...e stira il drappo in seta di una tenda...
...il marito ci racconta la storia dell’attività
Giovanni si mette subito all’opera recandosi in laboratorio per rivestire lo “scheletro” di un divano ottocentesco in stile francese
Accanto vi è l’imbottitura da cui emergono...
...le vecchie molle biconiche ramate usate all’epoca per i fondi, che verranno ora sostituite dalle più moderne cinghie elastiche
«Sto tappezzando questo modello antico e il primo passo è quello di rimuovere il tessuto originario, sfilando i chiodi che un tempo venivano inseriti a mano con il martello», spiega mostrandoci i buchi creati da quelli che ha appena rimosso
A partire dagli anni 60 il compito dell’”addobbatore” è stato agevolato dall’ingresso di nuovi strumenti. Ad esempio macchine da cucire più moderne “taglia e cuci” sono andate a sostituire il lavoro fatto con forbici, ago e filo
Per tagliare poi il legno c’è la troncatrice...
...mentre per mettere i chiodi è oggi utilizzata la pistola ad aria compressa
E dopo averci mostrato delle bellissime bullette dorate...
...che andranno a rifinire uno sgabello anni 50...
...Giovanni si mette al lavoro su una vecchia poltrona, che verrà rivestita con un colorato tessuto naturale in fibra vegetale
Rimossa dunque l’originaria imbottitura in paglia di lino, comincia a tagliare “a caldo” con una sega elettrica l’espanso (simile alla spugna)...
...da ricoprire poi con filati miscelati in poliestere e fibre sintetiche
A Bari c’è però chi continua a operare come si faceva una volta, avvalendosi di strumenti tradizionali. È il caso della tappezzeria Bux, che opera sul territorio dal 1964, prima in via Principe Amedeo e poi, dal 2010, in via De Rossi
Qui, una volta entrati, ci ritroviamo nell’area dedicata alla vendita, caratterizzata dall’esposizione di eleganti tessuti appesi a delle grucce
In fondo al locale si apre invece il laboratorio che trasuda di storia e tradizione. Vi si trova ad esempio un bancone anni 60...
...ancora oggi utilizzato dal 49enne proprietario Nicola, figlio dell’ormai scomparso fondatore Tommaso
«Un vero artigiano è quello che lavora con le proprie mani, senza l’ausilio di macchinari - afferma -. Ad esempio per misurare le stoffe io mi servo del buon vecchio metro rigido, altro che flessometro...
...e le forbici poi non le ho mai fatte andare in pensione»
Mentre parliamo Nicola sistema sul bancone il tessuto grigio che un cliente ha scelto per la propria tenda
È in poliestere misto lino. «I materiali si adattano alla modernità – ammette –. In passato si usavano tessuti naturali quali seta o lino, mentre adesso si utilizza prettamente il poliestere...
...a favore di un tendaggio più veloce da creare e soprattutto più semplice, adatto a design casalinghi più essenziali. Sono ormai finiti i tempi di drappi e mantovane»
Crea così un “piegone” dal quale passerà la zineffa che sostiene la tenda, fissandolo prima con degli spilli per poi cucirlo a mano con ago e filo
Successivamente passa alla fase della misurazione dove, grazie ad alcune tavole sovrapposte sul pavimento...
...riproduce “artigianalmente” la stessa distanza tra suolo e soffitto della casa dei clienti, così da considerare l’altezza precisa e tagliare la stoffa della giusta misura