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Le storie del Canalone di Bari
Un grande lama artificiale che attraversa la città per 1,5 km per poi andare a “sfociare” nel mare del rione San Girolamo. Parliamo del Canalone di Bari, un “canyon” realizzato alla fine degli anni 20 del secolo scorso, che nel corso degli anni ha assunto un carattere epico, dovuto alle mille storie che questa “strada verde” è stata in grado di raccontare. Canalone è infatti sinonimo di bunker della Seconda Guerra mondiale, di balene preistoriche, di mitiche partite di calcio, di spiaggia e di mare (foto di Antonio Caradonna)
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Ed è proprio da viale Europa che inizia il nostro viaggio alla “riscoperta” del Canalone
Dalla grande arteria del San Paolo parte infatti una strada che costeggia il lungo fossato per tutto il suo percorso. Prende il nome di via Scionti...
...si caratterizza per essere attraversata da tre binari di altrettante diverse tratte ferroviarie
Ogni binario è preceduto da un piccolo passaggio a livello che si chiude praticamente ogni dieci minuti
In questo tratto il Canalone è però una discarica a cielo aperto: con mobili e altri rifiuti inghiottiti da sterpaglie e vegetazione incolta
Tra le erbacce però notiamo una costruzione in cemento armato di forma circolare. Si tratta di una delle tante “casematte” presenti all’interno della lama artificiale
Superato l’incrocio con via Napoli, il Canalone diventa più “curato”: l’erba si fa più bassa e viene attraversata da un sentiero probabilmente scavato dal passaggio di motocross
Attraverso una scaletta che costeggia un’altra casamatta, decidiciamo di scendere nella lama per entrare lì dove dagli anni 60 fino ai primi anni 90 tanti giovanissimi baresi si sono riuniti per giocare a interminabili partite di calcio
Ma siamo ora arrivati al ponte di via Respighi: è da queste parti che il 27 luglio del 1968 fu scoperto lo scheletro di una balenoptera, un animale preistorico che viveva 1,7 milioni di anni fa nel Mar Mediterraneo ed oggi conservato nel museo del Campus
Superato quest’ultimo cavalcavia, colorato da alcuni writers...
davanti a noi si apre il tratto del canale che porta fino al ponte di via Van Westerhout, praticamente alle porte dell’abitato di San Girolamo e del mare
E in prossimità del quartiere il manto verde lascia spazio alla sabbia...
...perché la foce del Canalone è in realtà una spiaggia libera, la più grande di Bari assieme a Pane e Pomodoro
Ammiriamo la spiaggia dall’alto usufruendo della generosità di una signora che ci fa salire sul terrazzo della propria casa che affaccia sull’arenile
Da qui è possibile anche avere una visione d’insieme del Canalone attraversato dai suoi innumerevoli cavalcavia
Una volta scesi non ci resta che “buttarci” in spiaggia, proprio mentre sull’arenile alcuni ragazzini improvvisano una partita di calcetto all’ombra dei palazzi di San Girolamo
Qui incontriamo il 64enne Andrea, colui che da sempre cura l’ordine e la pulizia del “lido”
Ci guardiamo intorno e in effetti pur essendo una spiaggia libera, il Canalone è pulitissimo
Del resto i “ragazzi del signor Andrea” girano tutta la giornata con il retino in mano per raccogliere qualsiasi cosa cada sulla sabbia
Davanti al mare, terminiamo il nostro viaggio in questo “canyon” artificiale, nato per raccogliere la pioggia, ma diventato con il tempo una pagina importante di quella che è la storia di Bari