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Le spiagge baresi: pocket beach
Per quanto spesso “paradisiache”, sono poche, strette e d’estate sempre troppo affollate. Parliamo delle spiagge baresi, le "pocket beach": piccoli angoli sabbiosi che si insinuano tra la costa rocciosa. Tra Molfetta e Monopoli se ne contano però giusto una trentina, poca roba se si pensa alle distese dorate del Salento ma anche di alcune zone della Capitanata
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Le insenature baresi ("pocket beach") si sono formate gazie alle lame, i letti di antichi fiumi ormai prosciugatisi di cui il territorio barese è ricco, soprattutto nella zona di Monopoli
Ma le lame oggi sono “attive” solo durante le sporadiche forti piogge: non riescono quindi a portare chissà quanta acqua sulla costa. Basti osservare arenili come Cala Pantano, a San Giorgio: la foce dell’omonima lama è ricoperta da sabbia marina, trasportata dalle correnti e non dalle acque meteoriche provenienti dall’interno
A Torre Canne, nel brindisino, le spiagge sono invece nate grazie all’azione di dune e paludi: si tratta di ecosistemi particolari
Alcune baie devono la loro esistenza a fenomeni come i “collassi carsici”, ovvero il crollo di enormi rocce che, sprofondando, hanno creato grotte e insenature. E’ il caso ad esempio di Cala Corvino a Monopoli
Capita a volte che le piccole spiagge scompaiano, per poi riapparire magari l’anno dopo. E’ il caso della caletta di Punta della Penna a Torre a Mare