Notizie
Tutte le gallerie
Fotogallery

Le scuole di ragioneria di Bari

Bari 17 foto 24 July 2023

Sono state, almeno fino al secolo scorso, le scuole superiori più frequentate di Bari, attraendo negli anni migliaia e migliaia di ragazzi. Parliamo degli istituti tecnici commerciali, meglio conosciuti come “scuole di ragioneria”. Fondate nella seconda metà dell’800 come istituti regi, hanno subito nel tempo diverse trasformazioni, diversificando la propria offerta e ramificandosi in diversi indirizzi. Oggi hanno assunto il nome di “istituti tecnici economici” e, pur mantenendo un discreto numero di iscritti, hanno perso l’appeal di una volta, quando venivano preferiti ai licei grazie a un diploma spendibile in vari ambiti lavorativi. A Bari gli istituti sono comunque rimasti gli stessi e rispondono ai nomi di Giulio Cesare, Vivante, Romanazzi e Lenoci, ai quali si sono aggiunti successivamente il Calamandrei e il Marco Polo. Siamo così andati a ripercorrere la storia delle scuole di ragioneria più antiche: vere e proprie “istituzioni” che, soprattutto tra gli anni 80 e 90, diedero vita a numerose succursali necessarie per far fronte all’enorme numero di studenti iscritti (foto di Fabio Voglioso)

17 fotografie
Fondato nel 1872 come “Regio istituto tecnico” all’interno di Palazzo De Gemmis, dopo vari spostamenti trovò spazio nel 1930 in corso Cavour 249. Divenne quindi scuola per geometri e ragionieri, prendendo il nome di “Giulio Cesare” in sostituzione del precedente “Pitagora”
Fondato nel 1872 come “Regio istituto tecnico” all’interno di Palazzo De Gemmis, dopo vari spostamenti trovò spazio nel 1930 in corso Cavour 249. Divenne quindi scuola per geometri e ragionieri, prendendo il nome di “Giulio Cesare” in sostituzione del precedente “Pitagora”
Alla fine degli anni 60 si fu però la scissione dei due indirizzi scolastici: il geometra (che aveva riassunto il nome di Pitagora) rimase in corso Cavour...
Alla fine degli anni 60 si fu però la scissione dei due indirizzi scolastici: il geometra (che aveva riassunto il nome di Pitagora) rimase in corso Cavour...
...mentre le aule di ragioneria...
...mentre le aule di ragioneria...
...furono spostate prima in uno stabile di via Melo e poi nel 1971 in viale Einaudi...
...furono spostate prima in uno stabile di via Melo e poi nel 1971 in viale Einaudi...
...lì dove ancora oggi si trova la sede del Giulio Cesare
...lì dove ancora oggi si trova la sede del Giulio Cesare
Quest’ultimo edificio venne progettato dai celebri architetti Chiaia e Napolitano...
Quest’ultimo edificio venne progettato dai celebri architetti Chiaia e Napolitano...
...e presenta nell’androne d’ingresso un mezzobusto dell’imperatore romano accanto a un cartellone che ricorda i 150 anni di fondazione della scuola
...e presenta nell’androne d’ingresso un mezzobusto dell’imperatore romano accanto a un cartellone che ricorda i 150 anni di fondazione della scuola
Situato in piazza Diaz, nel quartiere Madonnella, il Vivante venne fondato nel 1886. Nel 1930 l’edificio che lo ospitava fu ristrutturato dall’architetto Pietro Favia
Situato in piazza Diaz, nel quartiere Madonnella, il Vivante venne fondato nel 1886. Nel 1930 l’edificio che lo ospitava fu ristrutturato dall’architetto Pietro Favia
«Che scelse lo stile razionalista in auge durante il fascismo - spiega l’esperto Simone De Bartolo-, caratterizzato da cornici marcapiano rettilinee, aperture squadrate e assenza di archi»
«Che scelse lo stile razionalista in auge durante il fascismo - spiega l’esperto Simone De Bartolo-, caratterizzato da cornici marcapiano rettilinee, aperture squadrate e assenza di archi»
Un aspetto che la scuola mantiene ancora oggi
Un aspetto che la scuola mantiene ancora oggi
Dal 1928 al 1943 l’istituto venne dedicato ad Araldo di Crollalanza, per poi essere intitolato definitivamente al giurista Cesare Vivante nel secondo dopoguerra
Dal 1928 al 1943 l’istituto venne dedicato ad Araldo di Crollalanza, per poi essere intitolato definitivamente al giurista Cesare Vivante nel secondo dopoguerra
Sorto in via Celso Ulpiani nel 1959 occupando in parte l’ex lanificio Scoppio, l’istituto fu da subito dedicato a Domenico Romanazzi, preside del Giulio Cesare tra gli anni 20 e 30
Sorto in via Celso Ulpiani nel 1959 occupando in parte l’ex lanificio Scoppio, l’istituto fu da subito dedicato a Domenico Romanazzi, preside del Giulio Cesare tra gli anni 20 e 30
Si trova in una zona del quartiere San Pasquale un tempo occupata da varie industrie che, una volta dismesse a partire dal Dopoguerra, furono convertite in scuole
Si trova in una zona del quartiere San Pasquale un tempo occupata da varie industrie che, una volta dismesse a partire dal Dopoguerra, furono convertite in scuole
Negli anni 70 era all’ordine del giorno le occupazioni della scuola. Solo che dopo queste manifestazioni di protesta la aule venivano restituite in condizioni pessime. La parte più nuova dell’istituto era stata infatti costruita con muri in carton gesso e pavimenti di un materiale sintetico che facilmente si rovinava
Negli anni 70 era all’ordine del giorno le occupazioni della scuola. Solo che dopo queste manifestazioni di protesta la aule venivano restituite in condizioni pessime. La parte più nuova dell’istituto era stata infatti costruita con muri in carton gesso e pavimenti di un materiale sintetico che facilmente si rovinava
Nato come Quarto Istituto Commerciale nei piani superiori del Marconi, mantenne questa intitolazione fino al 1981, quando l'istituto venne trasferito nel neonato Polivalente assumendo il nome del parlamentare barese Vito Vittorio Lenoci
Nato come Quarto Istituto Commerciale nei piani superiori del Marconi, mantenne questa intitolazione fino al 1981, quando l'istituto venne trasferito nel neonato Polivalente assumendo il nome del parlamentare barese Vito Vittorio Lenoci
La scuola prese così posto in questo “campus” all’avanguardia ubicato nella parte sud del quartiere Japigia, in cui vennero ospitati anche l’Elena di Savoia, il Salvemini e l’Euclide
La scuola prese così posto in questo “campus” all’avanguardia ubicato nella parte sud del quartiere Japigia, in cui vennero ospitati anche l’Elena di Savoia, il Salvemini e l’Euclide
«Era bello frequentare un luogo così verde, con piste da atletica, campi di basket e grandi auditorium - ricorda il 48enne Marco, ex studente del Lenoci -. Vista poi la presenza degli altri istituti pareva veramente di trovarsi in una sorta di “cittadella dello studio”»
«Era bello frequentare un luogo così verde, con piste da atletica, campi di basket e grandi auditorium - ricorda il 48enne Marco, ex studente del Lenoci -. Vista poi la presenza degli altri istituti pareva veramente di trovarsi in una sorta di “cittadella dello studio”»