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Le origini dello stemma di Bari
Uno scudo diviso in due parti uguali, l’una di colore bianco e l’altra di colore rosso: sono questi i colori-simbolo di Bari, impressi sullo stemma cittadino. Emblema quest’ultimo impreziosito in alto da una corona di mura merlate con cinque torri, accompagnata da un ramo di alloro a destra e uno di quercia a sinistra entrambi annodati in basso con un nastro. Un blasone che ritroviamo in tutti i luoghi istituzionali del capoluogo pugliese, come il Comune o il Teatro Piccinni e le cui tonalità identificano anche la squadra di calcio locale. Ma quali sono le origini dello stemma barese? Secondo lo storico Antonio Beatillo pare che tutto risalga alla dominazione saracena avvenuta nel IX secolo, tra l’847 e l’872
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Uno scudo diviso in due parti uguali, l’una di colore bianco e l’altra di colore rosso: sono questi i colori-simbolo di Bari, impressi sullo stemma cittadino. Emblema quest’ultimo impreziosito in alto da una corona di mura merlate con cinque torri, accompagnata da un ramo di alloro a destra e uno di quercia a sinistra entrambi annodati in basso con un nastro
Un blasone che ritroviamo in tutti i luoghi istituzionali del capoluogo pugliese, come il Comune...
...o il Teatro Piccinni
Ma quali sono le origini dello stemma barese? Secondo lo storico Antonio Beatillo pare che tutto risalga alla dominazione saracena avvenuta nel IX secolo, tra l’847 e l’872
Così i cittadini per dimostrare la propria devozione a Cristo e al Cattolicesimo decisero di utilizzare come colori simbolo di Bari il bianco e il rosso. Il primo rappresentava il puro e candido zelo religioso, il secondo il sangue che sarebbero stati pronti a versare per difendere il proprio credo
Ma quello stemma biancorosso continuò a essere utilizzato nei secoli successivi, cominciando una lunga convivenza con il precedente e più antico eblema cittadino: il “Barione” (qui quello presente sulla facciata di Palazzo Fizzarotti). Quest’ultimo raffigurava un cherubino in piedi su una barca nell'atto di scoccare una freccia, circondato dal mare e accompagnato da un delfino
In precedenza però pare che il simbolo fosse accompagnato dall’effige di San Nicola. Nel “Libro Rosso della Università” che raccoglie documenti datati tra il 1299 e il 1667 lo stemma è riprodotto proprio così, accompagnato anche dalle lettere puntate S.N.P.P. due a sinistra due a destra, che stanno a significare Santo Nicola Principe Patrono
Di esemplari con l’immagine del Patrono in città ne sono rimaste solo due. Entrambe in pietra si trovano una nel cortile ovest del Castello Normanno-Svevo e l’altra sulla facciata posteriore della Cattedrale, alla base del campanile. Quest’ultima presenta nella parte superiore il Santo che sorregge lo stemma con le mani e in quella inferiore la testa di un cherubino