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Le minoranze linguistiche della Puglia

15 foto 3 September 2024

C’è il franco-provenzale che si può sentir parlare sui Monti Dauni, il grico che è diffuso a sud di Lecce e l’arbërisht che caratterizza quattro diversi comuni sparsi per il tacco d’Italia. Sono le minoranze linguistiche della Puglia: comunità residenti in piccoli paesi che si esprimono in un dialetto di origine straniera lontano dalle tradizionali parlate regionali

15 fotografie
La prima tappa del nostro viaggio è sui Monti Dauni, al confine tra Puglia e Campania. Qui si trovano i due piccoli Comuni di Faeto... (foto di Peppino Pavia)
La prima tappa del nostro viaggio è sui Monti Dauni, al confine tra Puglia e Campania. Qui si trovano i due piccoli Comuni di Faeto... (foto di Peppino Pavia)
... e Celle di San Vito, che costituiscono l’isola linguistica della Daunia Arpitana. Insieme contano meno di 800 abitanti: pochi ma buoni conservatori di una tradizione linguistica che affonda le radici nel franco-provenzale (foto della pagina Facebook Celle di San Vito Fg)
... e Celle di San Vito, che costituiscono l’isola linguistica della Daunia Arpitana. Insieme contano meno di 800 abitanti: pochi ma buoni conservatori di una tradizione linguistica che affonda le radici nel franco-provenzale (foto della pagina Facebook Celle di San Vito Fg)
L’uso vivo della lingua è testimoniato dalla presenza di targhe...(foto di Nico Velluso)
L’uso vivo della lingua è testimoniato dalla presenza di targhe...(foto di Nico Velluso)
...con i nomi delle strade... (foto della pagina Facebook Celle di San Vito Fg)
...con i nomi delle strade... (foto della pagina Facebook Celle di San Vito Fg)
...e con le informazioni storiche e i messaggi di benvenuto scritti sia in italiano che in franco-provenzale (foto di Comune di Faeto)
...e con le informazioni storiche e i messaggi di benvenuto scritti sia in italiano che in franco-provenzale (foto di Comune di Faeto)
L’ipotesi più accreditata fa risalire l’origine dell’isola linguistica all’epoca angioina, ai tempo di re Carlo I d’Angiò (foto della pagina Facebook Info point Celle di San Vito)
L’ipotesi più accreditata fa risalire l’origine dell’isola linguistica all’epoca angioina, ai tempo di re Carlo I d’Angiò (foto della pagina Facebook Info point Celle di San Vito)
Il sovrano emanò due editti, nel 1269 e nel 1274, con cui ordinò a parte delle sue truppe di spostarsi nella zona di Lucera. Occorreva infatti rivitalizzare la regione e fornire sostegno militare alla vicina fortezza di Crepacore (foto di Comune di Faeto)
Il sovrano emanò due editti, nel 1269 e nel 1274, con cui ordinò a parte delle sue truppe di spostarsi nella zona di Lucera. Occorreva infatti rivitalizzare la regione e fornire sostegno militare alla vicina fortezza di Crepacore (foto di Comune di Faeto)
L'isola linguistica dell'Arbërisht vede i suoi parlanti sparsi tra quattro Comuni pugliesi anche parecchio distanti tra loro. Si tratta di Chieuti, al confine con il Molise... (foto della pagina Facebook Chieuti Libera)
L'isola linguistica dell'Arbërisht vede i suoi parlanti sparsi tra quattro Comuni pugliesi anche parecchio distanti tra loro. Si tratta di Chieuti, al confine con il Molise... (foto della pagina Facebook Chieuti Libera)
...Casalvecchio di Puglia, sui Monti Dauni... (foto di Comune di Casalvecchio di Puglia)
...Casalvecchio di Puglia, sui Monti Dauni... (foto di Comune di Casalvecchio di Puglia)
...e San Marzano, a sud di Taranto (foto di Comune di San Marzano di San Giuseppe)
...e San Marzano, a sud di Taranto (foto di Comune di San Marzano di San Giuseppe)
I tre paesi insieme contano 12mila abitanti, di cui circa la metà appartiene alla minoranza degli Arbëreshë, gli albanesi d’Italia (foto di Comune di Casalvecchio di Puglia)
I tre paesi insieme contano 12mila abitanti, di cui circa la metà appartiene alla minoranza degli Arbëreshë, gli albanesi d’Italia (foto di Comune di Casalvecchio di Puglia)
Il nostro viaggio si conclude nella Grecìa Salentina, nell’entroterra a sud di Lecce, in cui la parlata locale è di origine ellenica: il "grico" (foto di Unione Grecìa Salentina)
Il nostro viaggio si conclude nella Grecìa Salentina, nell’entroterra a sud di Lecce, in cui la parlata locale è di origine ellenica: il "grico" (foto di Unione Grecìa Salentina)
La variante salentina prende il nome di “grico” ed è presente in nove paesi: Calimera, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino (foto di: Unione Grecìa Salentina)
La variante salentina prende il nome di “grico” ed è presente in nove paesi: Calimera, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino (foto di: Unione Grecìa Salentina)
Il grico è presente in nove paesi: Calimera, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino. Questi Comuni hanno dato vita nel 2001 all’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina (foto di Unione Grecìa Salentina)
Il grico è presente in nove paesi: Calimera, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino. Questi Comuni hanno dato vita nel 2001 all’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina (foto di Unione Grecìa Salentina)
Il fenomeno dell’iconoclastia nell’VIII secolo d.C. e le campagne militari dell’imperatore bizantino Basilio I nel secolo successivo dettero il via a forti movimenti migratori dall’Impero Romano d’Oriente verso il Salento. Qui furono fondati numerosi villaggi in cui la religione ortodossa e la cultura e lingua greca divennero di casa (foto di Unione Grecìa Salentina)
Il fenomeno dell’iconoclastia nell’VIII secolo d.C. e le campagne militari dell’imperatore bizantino Basilio I nel secolo successivo dettero il via a forti movimenti migratori dall’Impero Romano d’Oriente verso il Salento. Qui furono fondati numerosi villaggi in cui la religione ortodossa e la cultura e lingua greca divennero di casa (foto di Unione Grecìa Salentina)