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Le merlettaie di Capurso
È conosciuto essenzialmente per essere il comune dove risiede Checco Zalone e sorge la settecentesca Basilica di Santa Maria del Pozzo. Ma in pochi sanno che in passato Capurso, piccolo centro alle porte di Bari, era noto soprattutto come "il paese dei merletti": qui infatti fino agli anni 90 era attiva una sorprendente produzione di questi leggerissimi tessuti ornamentali ottenuti con una sapiente lavorazione a mano del cotone, che venivano poi esportati in tutta Italia dai cosiddetti sgammìtte (foto di Antonio Caradonna e Luca Carofiglio)
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I manufatti venivano acquistati a cifre irrisorie dagli “sgammìtte” ossia i venditori ambulanti che appunto "sgambettavano" di città in città per rivenderli a prezzi molto più alti (foto tratta dal volume "Capurso tra storia e cronaca" di Gino Pastore)
Una di queste operaie era l'83enne Antonia Mariella. L'anziana ci accoglie nella sua abitazione mostrandoci le creazioni più belle: un pizzo circolare che ben decora un cuscino turchese...
... una striscia di tessuto rettangolare con figura "a gabbia"...
...e una lunga serie di centrini...
...centrotavola...
Alcuni sono "a filet", cioè quadrettati
C'è persino un merletto circolare che adorna una colonnina di legno sormontata da un'icona religiosa e alcuni fiori...
... e infine il suo "capolavoro": uno dei copriletti realizzati per il corredo di una delle sue cinque figlie
Tra le ultime depositarie del mestiere c'è anche l'85enne Vincenza (foto di Luca Carofiglio)
«Ho iniziato a tessere all'età di 7 anni - rammenta l'anziana - sotto la guida di mia madre» (foto di Luca Carofiglio)
Tra una chiacchiera e l'altra le sue mani segnate dalle rughe si muovono veloci e danno vita a delle rose di cotone (foto di Luca Carofiglio)