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Le corti di Bari Vecchia
Né del tutto pubbliche né completamente private, pittoresche e soprattutto impregnate di storia. Sono le corti di Bari Vecchia, piccole “piazzette” che si aprono tra i palazzi e sui quali si affacciano scale e portoni. Antenate dei moderni condomini, furono ideate nell’Alto Medioevo per offrire zone di maggior luce e areazione in quel groviglio di vicoli a tratti claustrofobico del borgo antico (foto di Gennaro Gargiulo)
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Il nostro viaggio comincia da strada San Giuseppe: sulla sinistra incontriamo l'arco d'ingresso della corte Notar Morea, il cui nome deriva dal notaio che vi dimorò nel 700
Lo spiazzo che si presenta davanti ai nostri occhi è circondato da austere costruzioni del XII e del XIII secolo dotate di infissi moderni
Corte San Triggiano: l'entrata è costituita da un omonimo arco in cui balza all'occhio una graziosa edicola dedicata a San Nicola, colma di fiori variopinti...
...il cortile presenta una scalinata che a metà percorso devia sulla destra e porta in una delle case color pastello che la circondano
In strada dei Bianchi Dottula osserviamo corte San Pietro Vecchio...
...lo spiazzo si insinua a fatica tra palazzine romaniche e strette scalinate: una di esse non ha neanche il corrimano...
...caratteristici arbusti ingentiliscono l'ambiente all'ombra di un massiccio voltone di un portico settecentesco in ristrutturazione
Largo Albicocca si collega a strada San Sebastiano grazie alla corte Lascia fare a Dio. Il curioso toponimo deriva dal soprannome di un abitante secentesco del posto, un certo Gio Batta la Disa che a quanto pare aveva l’abitudine di utilizzare questa espressione
Qui tra tende da sole e biancheria messa ad asciugare notiamo un fregio con mascherone sulla finestra di un palazzo ocra, mentre solo uno "slalom" tra le piante permette di passar sotto l'arco rampante posto all'ingresso di una delle casette
Scarpiniamo ora lungo strada Dietro Tresca, dove è impossibile non notare il celeste con cui è stato dipinto l'arco Carducci
La sua volta a tutto sesto consente di accedere alla corte Carducci, il cui nome richiama quello della famiglia fiorentina giunta a Bari sul finire del XV secolo. Più ampia delle altre, in essa palazzi datati con facciate in bugnato...
...convivono con immobili moderni da poco riverniciati con colori sgargianti
Sbuchiamo in strada delle Crociate, "sede" della Corte Alberolungo. Tanto per cambiare l'ingresso è rappresentato da un arco con tanto di edicola votiva, abbellita da un dipinto ottocentesco di olio su rame dell’artista Vito Dentamaro raffigurante l'Addolorata tra santi
All’interno è attiva una nota bottega di artisti segnalata da una riproduzione in scala della facciata della Basilica di San Nicola
In fondo, a guardia di un rudimentale recinto con tre piante, c’è infine una grossa statua di San Pio realizzata in una nicchia
Ci allontaniamo da strada delle Crociate e dopo aver lambito la Basilica di San Nicola da piazzetta Sant'Anselmo svoltiamo a destra in strada dei Gesuiti per l'ultima tappa: corte Zeuli
Inserita nell'omonimo palazzo rinascimentale del 1598, si rifà al nome dalla famiglia faentina che nel 1787 acquistò l’edificio precedentemente appartenuto ai Fanelli e ne affidò il restauro a Giuseppe Gimma. Probabilmente a questo secolo appartengono le scalinate e il balcone