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Le antiche contrade di Bari
La Bari di fine 800/inizio 900 era molto diversa da come la conosciamo noi oggi. Al di là della ferrovia si trovavano infatti solo alcune fabbriche e poi ampie zone coltivate e non, percorse da lunghe arterie che collegavano il centro urbano ai paesi limitrofi. Queste aree erano le cosiddette “contrade”. Ad abitarle erano sia contadini ma anche tanti borghesi, che nella seconda metà dell’800 avevano sfruttato tanto spazio costruendosi splendide dimore immerse nel verde dove andare a soggiornare durante la primavera e l’estate. Siamo quindi andati alla ricerca di questi luoghi scomparsi, limitandoci per ragioni di spazio solo al sud del centro
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Contrada Graziamonte si estendeva tra gli attuali quartieri Japigia e San Pasquale, comprendendo il primo tratto di via Caldarola, la zona oggi percorsa dai binari delle ferrovie sud-est, via Amendola (all’epoca via Capurso), via Celso Ulpiani, fino ad arrivare a Via Re David
Una zona ricordata oggi per via delle numerose ville storiche che ancora la contraddistinguono. Da Villa De Sario (su via Caldarola)...
... a Villa Maria...
...a Villa Roth
La stretta e tortuosa via Celso Ulpiani (un tempo stradella Graziamonte) mantiene ancora oggi quel tratto “bucolico” che un tempo caratterizzava tutta l’area
Su questa via è tra l’altro presente anche una chiesetta rurale di fine 800: Santa Maria dell’Assunta, un tempio che nel 1982 ha ospitato Madre Teresa di Calcutta
La contrada Pezze del Sole comprendeva la zona più meridionale del quartiere San Pasquale, Mungivacca e parte del rione Japigia. Siamo di fatto sull’antica via di Capurso...
...attuale via Amendola, strada in eterna trasformazione ...
...ma caratterizzata dalla presenza di alcune grandiose ville d’epoca, tra cui Villa Bonomo...
...e Villa Lorusso
C’è ancora una strada che ricorda questa zona: collega via Amendola alla zona 45 di Japigia, oltrepassando, grazie a un passaggio a livello, i binari delle ferrovie sud-est
Viuzza che accoglie persino una rarissima fattoria con tanto di pecore e capre
La contrada San Lorenzo. Siamo nella prima parte di Carrassi, quella più vicina all’extramurale e segnata dalla presenza dell’ex caserma Rossani. C’è ancora una stradina che porta il nome dell’area: collega corso Benedetto Croce (un tempo via per Carbonara) a via Giulio Petroni...
...ospitava anche una chiesetta omonima del 1909, distrutta nel 1968
Proseguendo sulla via vecchia per Carbonara si entrava in contrada Casoria, lì dove nel Secondo Dopoguerra è nata la Carrassi più popolare. Su corso Benedetto Croce...
...si erge il cancello di uno degli edifici che caratterizzava questa zona in passato: l’elegante ma in perenne restauro Villa Vittoria
Superato l’attuale viale Papa Giovanni XIII, la strada per Carbonara conduceva in contrada Padreterno, il cui nome è ancora oggi ricordato da una particolare edicola votiva situata al n.272 della via (che in questo tratto prende il nome di corso Alcide De Gasperi)
L’edicola era inglobata nella struttura di una chiesetta del 1894 abbattuta nel corso degli anni
Anche in quest’area c’è poco che ricordi la campagna di un tempo, tranne una villa situata su corso Alcide de Gasperi quasi ad angolo con viale Kennedy: villa Ombrosa, che oggi ospita l’istituto religioso Sacro Costato
Contrada Torre di Vrunnolo comprendeva una larga zona che andava dalla via di Carbonara (attuale corso Alcide de Gasperi) sino alla via per Valenzano (via Fanelli). I segni di questa antica area sono ben evidenti dalle numerosissime ville antiche ancora qui presenti, tra cui Villa Lucia...
...Villa Alberotanza...
...il Casino ex Ferrero...
...e soprattutto la magnificente Villa Anna
Qui sopravvive anche una chiesetta rurale che nel 900 diede il nome al neonato quartiere di San Pasquale.
Altre due contrade separavano il centro urbano di Bari da Carbonara. La prima era la Carducci, nella zona dove sorge Villa Rotondo...
...la seconda, quasi all’entrata del “paese del pane”, è quella dove si ergono Villa Galbiati...
...e la chiesetta rurale di Sant’Anna
Ci spostiamo ora nell’odierno quartiere Picone. L’area a ridosso dell’extramurale che si estendeva poi per tutto il Quartierino era denominata Contrada Quattro Bocche (o Torre Rossa). Ad attraversarla c’era la vecchia via per Bitritto, che oggi assume il nome di via delle Murge
Naturalmente anche qui non mancano edifici storici. Si segnalano in particolare il palazzotto del 1822 che ospita il Conservatorio...
...e la settecentesca e purtroppo abbandonata Masseria Dottula
Sempre seguendo il percorso della via per Bitritto si entrava in contrada Torre Bella. La zona è quella che circonda l’attuale via Bellomo e poi quella via Bitritto che affianca la chiesa di Santa Fara, lo stabilimento della Birra Peroni, fino ad arrivare allo Stadio San Nicola, che sorge proprio in via Torrebella
Un’area ancora oggi caratterizzata da ampie zone non edificate e contraddistinta da ipogei, masserie e numerosi stabili d’epoca. Tra i principali: Villa Torrebella...
...Villa Lucae...
...Masseria Arbinetto...
...e Villa Elena
Ancora più a sud, seguendo il percorso di via Bitritto, si entrava poi in Contrada dei Cappuccini, la zona che oggi affianca la tribuna ovest della zona. Tra gli edifici più importanti della zona (spesso abbandonati), ci sono l’ottocenesca Villa Starita, che fu anche sede del primo circolo ippico di Bari...
...e Masseria La Monaca, nei pressi di Parco Adria. Quest’ultima è una struttura del XIII secolo completamente in rovina
Parallela a via Bitritto si estendeva infine la via del Picone (oggi via Camillo Rosalba), chiamata così perché affiancava il corso dell’omonima lama. Siamo praticamente nell’odierno quartiere Poggiofranco. A ricordare la contrada c’è anche una via: S.Lioce, che in molti (persino il Comune) erroneamente chiamano Saverio Lioce
Simbolo del tempo che fu è la splendida Villa Costantino, il più bell’edificio inutilizzato di Bari