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La villa romana di Adelfia
Un patrimonio archeologico da far invidia alla Puglia intera che giace sotto terra e rischia di essere inghiottito da un'aggressiva espansione edilizia. È l'assurda storia della villa romana di Adelfia, un prezioso complesso edificato tra il VI secolo a.C e il II secolo d.C e venuto alla luce vent'anni fa: il sito, scoperto per caso, fu riseppellito per mancanza di fondi e in futuro potrebbe essere mortificato definitivamente dalla costruzione di moderni palazzi nelle immediate vicinanze
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Il terreno privato che ingloba questo trascurato gioiello si estende in contrada Tesoro, nell'agro a nord-ovest del paese e lambisce la strada provinciale 21 che porta a Bitritto
La villa venne alla luce nel 1996. Tra gli ambienti della struttura spiccava la natatio, cioè la piscina, una vasca lunga 11 metri, larga 2,80 e profonda 2,70
Si distingueva chiaramente anche la pars rustica, la zona realizzata per l'attività della servitù e su alcuni muri vennero notati resti di mosaici. Insomma apparve chiaro come ci fosse parecchio da scavare
Attorno al pregiato immobile spuntano come funghi nel raggio di un chilometro frammenti di oggetti di uso comune nell'antica Roma
Un pezzo di dolium, tipico contenitore in terracotta di forma sferica in voga due millenni fa
La Soprintendenza parlò chiaramente di una scoperta "di eccezionale interesse" ma gli scavi si interruppero dopo pochi mesi per mancanza di fondi. La villa venne così sotterrata: rimane visibile quel che rimane delle mura alte tre metri
Sul terreno sbucano qua e là alcuni casolari contadini di recente costruzione. Sull'area, dichiarata edificabile nel 1998, potrebbe sorgere a breve una nuova zona residenziale