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La storia di Rosa Marina
Una località turistica affacciata sull’Adriatico, tra Torre Canne e Villanova, fondata negli anni 60 e col tempo divenuta una vera e propria colonia estiva barese. È il villaggio privato di Rosa Marina, buen retiro della borghesia del capoluogo pugliese, composto da circa 1500 villette con giardino e 22 km di stradine interne oltre che da spiagge, campi sportivi, area fitness, piscina e tanto altro. Situata a 10 chilometri da Ostuni e a 70 da Bari, Rosa Marina è immersa nel Parco naturale regionale Dune costiere e “possiede” in linea d’aria 1600 metri di costa nel tempo diventati, nonostante le numerose proteste, sempre più inaccessibili per i non consorziati (foto di Marco Gay)
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Una località turistica affacciata sull’Adriatico, tra Torre Canne e Villanova, fondata negli anni 60 e col tempo divenuta una vera e propria colonia estiva barese
È il villaggio privato di Rosa Marina, buen retiro della borghesia del capoluogo pugliese, composto da circa 1500 villette con giardino e 22 km di stradine interne oltre che da spiagge, campi sportivi, area fitness, piscina e tanto altro
Per accedere a Rosa Marina si oltrepassa uno dei sei varchi di ingresso al villaggio, tutti presidiati
Oltrepassiamo le sbarre d'iingresso per percorrere uno dei caratteristici vialetti stretti e verdeggianti chiamati con i nomi propri di persona (Gabriella, Gemma, Gelsomina)...
...che ci conduce a un campo di tennis...
...e alla zona Consorzio. La “cittadina” è infatti divisa in due aree (Consorzio e Cala) gestite da due enti diversi e i cui amministratori vengono eletti ogni tre anni
Alle spalle di questa zona ecco un palco adibito agli spettacoli serali...
...e più avanti la zona fitness, ovvero un ampio giardino chiuso con un cancello
Superando un sottopassaggio ci ritroviamo in un parcheggio di colorati taxi e bus elettrici, con i conducenti in attesa dei bagnanti da portare in spiaggia
Prima di dirigerci verso il litorale passiamo per la zona più commerciale del posto: qui sorgono un supermercato...
...una gelateria, un’edicola, la guardia medica, una boutique e un ristorante
Giungiamo quindi, pochi metri più avanti, in un’altra area dove si susseguono una macelleria, due panifici e lo storico e sempre aperto Bar Valentino
Attraverso il lungo viale intitolato al fondatore Max Schachter...
...arriviamo infine in una delle spiagge: stiamo parlando del Capanno, ampia zona sabbiosa con un’area libera...
...e un’altra attrezzata con ombrelloni, lettini e servizio di salvataggio
Gli arenili rosamarinesi sono in tutto sei, tutti diversi tra loro. Partendo da nord si passa dalle calette piccole e scogliose di Cala...
...al coreografico Boschetto...
...dalla ampia e movimentata Rodos...
...alla stretta Lambertiana...
...finendo con le chiare sabbie del Capanno e del Pontile
...quest’ultimo riservato agli ospiti dell’Ostuni Rosa Marina Resort, un hotel a 4 stelle
Tutti gli arenili sono comunque accomunati dal cristallino ma spesso agitato mare dell’alto Salento...
...e da una fitta vegetazione: cespugli di salicornia e di sparto pungente, gramigna o santolina
La macchia mediterranea e la sabbia si fondono formando le speciali dune di Rosa Marina, modellate dal frequente maestrale
Questi paradisi naturali si intervallano poi a bar-ristoranti sempre molto frequentati
Torniamo indietro e prendiamo questa volta la direzione di Cala: superiamo i resti arrugginiti di una sbarra divisoria che fino ai primi anni 90 separava l’area dal Consorzio...
e arriviamo in un’ampia piazza con attività commerciali ospitate da caseggiati a un piano
Seguendo un vialetto ci immergiamo in una sorta di labirinto detto “kasbah” che ci conduce in due diversi spiazzi chiusi...
...uno dei quali ha un’aria quasi caprese con i suoi tavolini sparsi tra gli edifici bianchi
Proseguendo verso l’uscita del villaggio, passiamo infine davanti a una chiesetta all’aperto immersa in un boschetto e costituita da un arco asimmetrico con altare e vari posti a sedere