Tutte le gallerie
Fotogallery
La storia di "Peppino uè op"
Prima Bari era piena zeppa di forni pubblici, dove chi non aveva una cucina in casa poteva portare i propri alimenti per farli cuocere. Tra questi non si può non menzionare un forno che è stato attivo sino a 18 anni fa. Situato in strada Boccapianola, era il regno della famiglia Prudente, che lo aprì nei primi del 900. Un locale che è ricordato da tutti gli abitanti del centro storico per via del suo ultimo proprietario: l’oggi 83enne Giuseppe, meglio conosciuto come “Peppino uè op”
9 fotografie
Siamo andati a trovare Peppino nella sua abitazione del quartiere San Paolo, dove ci ha raccontato la sua storia
Una volta entrati in casa e fatta la conoscenza della 78enne Lucia, la moglie di Giuseppe che ha condiviso con lui gli ultimi quarant’anni di vita del forno, cominciamo a parlare con l’uomo
«Tutto iniziò nel Dopoguerra, quando a pochi anni d’età, assieme a mio fratello Costantino, imparai il mestiere guidato dal mio papà Vincenzo, colui che aveva fondato l’esercizio all’inizio del 900», ci dice Peppino (nella foto assieme al padre)
Giuseppe aveva il doppio compito di cucinare e portare poi a domicilio il cibo appena sfornato. «Trasportavo tutto sulla mia testa – ci dice –: spesso capitava che portassi addirittura due tavole, l’una sull’altra, come fossero due piani di tegami»
«È così che sono diventato “Peppino uè op” – ci spiega Giuseppe -. All’inizio suonavo il campanello per avvisare i passanti del mio arrivo. Un giorno però ebbi l’intuizione di usare la mia voce e urlai “uè op”, che sarebbe una sorta di “fai attenzione”. La cosa funzionò e così da quel momento in poi diventò il mio “grido di annuncio”»
Tutto però ebbe fine nel 2002. Il perché ce lo spiega Lucia, mentre ci mostra emozionata le foto del loro matrimonio e dei sei figli nati dalla coppia. «Hanno tutti intrapreso strade diverse dalla nostra – sottolinea – è così una volta diventati anziani non abbiamo potuto che chiudere definitivamente l’attività»
Ma Peppino, nonostante siano passati ormai 18 anni, continua a pensare costantemente al suo vecchio lavoro. E così ogni santo giorno, la mattina presto, prende un autobus che dal San Paolo lo porta a piazza Garibaldi. Poi si dirige a piedi nel centro storico dove, in strada Boccapianola...
...si trova ancora un portone in ferro arrugginito...
...E qui, attraverso le inferriate, dà uno sguardo a una porta in legno: quella che un tempo conduceva al suo antico forno