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La storia di Monte rosso
Non è una leggenda. La cartografia storica lo conferma: Monte rosso, la secca di fronte al molo Sant’Antonio e al Fortino, è davvero ciò che resta di un’isola che si è inabissata lentamente in mare nel giro di un millennio per poi scomparire del tutto un paio di secoli fa. Isola sulla quale si trovava anche un monastero. A confermarlo è Nino Greco, presidente dell’Archeoclub di Bari, che lo scorso 17 ottobre ha reso noto il risultato delle sue ricerche
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La carta redatta tra il 1535-1540 e conservata nella Bibliothéque Nationale de France a Parigi. E' ben visibile l'isolotto a sinistra del molo di Sant’Antonio, con la chiara indicazione anche della presenza su di esso di una piccola fortificazione contrassegnata dalla lettera “C”, che potrebbe indicare un antemurale armato con cannoni
Una cartina del 1680 del famoso stampatore olandese Gerard Van Keulen. Si vede il molo di Sant’Antonio ricostruito e il segno di due direttrici: su una di esse sono effigiati due isolotti. Probabilmente sul finire del XVII secolo l’isola, per via del fondale carsico, stava già sprofondando nel mezzo e aveva dato origine all’emersione di due parti di essa
La ricostruzione grafica di Monte Rosso riprodotta dal centro archeologico operativo di Bari