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La storia di Hameluk e delle sue pastiglie
Non c’era festa patronale a cui non partecipasse, con il suo fez rosso in testa, la sua tunica bianca, i suoi lunghi baffi e soprattutto le sue “miracolose” caramelle. Parliamo del mitico Hameluk, nome d’arte di Giovanni Siciliano, un uomo originario di Gallipoli che ha animato tra gli anni 60 e 80 tutte le sagre e le fiere pugliesi
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Non c’era festa patronale a cui non partecipasse, con il suo fez rosso in testa, la sua tunica bianca, i suoi lunghi baffi e soprattutto le sue “miracolose” caramelle. Parliamo del mitico Hameluk, nome d’arte di Giovanni Siciliano(foto pubblicata da Sergio Rana nel gruppo facebook "I Love Molfetta")
Lui aveva creato un vero e proprio personaggio, ispirato ai venditori ambulanti delle kasbah marocchine. Era infatti impossibile non notarlo, per il modo in cui era vestito, per i manifesti che arricchivano la sua bancarella e per come cercava di vendere le sue pastiglie (foto pubblicata da Bonifacio Rodolfo Pansini nel gruppo facebook "Sei di Molfetta se...")
Perché quello faceva: distribuiva per poche centinaia di lire dei pacchetti di confetti al mentolo che promettevano di essere il rimedio per qualsiasi fastidio della gola. A forma di fagiolo erano contenuti in tubetti di carta di colore rosso(foto di Federico Cappabianca)
Hameluk girò la Puglia sino alla fine degli anni 80, quando ormai anziano lasciò la sua “attività” al figlio Nicola, che continuò, pure dopo la morte del padre, ad allestire banchetti vestito con fez e tunica (foto di Raffaele Filannino)
Questo sino al 2018, quando anche Nicola abbandonò purtroppo questo mondo. E così, tutto a un tratto, le feste di paese persero per sempre le loro pastiglie miracolose (foto pubblicata da Gino Pastore)