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La storia dello "Stop Over in Bari"

Bari 9 foto 14 May 2024

Ragazzi provenienti da tutta Europa, notti sotto le stelle, bus colorati, street art e tanta, tantissima musica. No, non stiamo parlando di Woodstock, ma di una manifestazione giovanile che ha segnato la Puglia tra gli anni 80 e 90: il leggendario “Stop Over in Bari”. Siamo nel 1986. A quei tempi il capoluogo pugliese non era affatto un posto turistico: da qui si passava solo per imbarcarsi sui traghetti diretti per la Grecia. Erano comunque tanti i ragazzi che in estate facevano tappa nella città di San Nicola, seppur solo per qualche ora. Così ci fu chi ebbe un’idea: perché non intercettare i giovani invitandoli e invogliandoli a conoscere la città? Detto fatto. Accompagnato dallo slogan “spend one day in Bari” in poco tempo fu messo in piedi un sistema che comprendeva visite guidate, ingresso free nei musei, mezzi di trasporto gratuiti, oltre all’offerta di un pernottamento in un campeggio allestito nel verde della Pineta San Francesco. La cosa funzionò, ma quella che all’inizio sembrò essere solo una riuscita operazione di marketing territoriale, si trasformò ben presto in qualcosa di più grande. Perché i ragazzi baresi compresero subito i vantaggi di avere in città tante persone provenienti da tutta Europa e ne approfittarono. Portarono così in Pineta idee, energia, musica e voglia di conoscere nuove culture. Nacque il “Bari rock contest”, che vedeva le band locali esibirsi assieme ai turisti. E fu in quel parco che mosse i primi passi il rap barese, con giovani artisti che per la prima volta ebbero la possibilità di mostrarsi in pubblico. E tra esibizioni di writers, spettacoli teatrali e recital di poesia, si crearono tante amicizie, sbocciarono amori ma soprattutto Bari, da sempre città periferica dell’Europa, ebbe finalmente l’occasione di confrontarsi con il “resto del mondo”

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Con lo Stop Over in Bari ai giovani fino a trent'anni e non residenti in Puglia venivano offerte escursioni per visitare i trulli, le grotte e le masserie del Barese, l’uso gratuito del bus in città, l’ingresso libero nei musei e nella Pinacoteca e sconti per pasti in locali convenzionati
Con lo Stop Over in Bari ai giovani fino a trent'anni e non residenti in Puglia venivano offerte escursioni per visitare i trulli, le grotte e le masserie del Barese, l’uso gratuito del bus in città, l’ingresso libero nei musei e nella Pinacoteca e sconti per pasti in locali convenzionati
Oltre a un pernottamento “sotto le stelle” nella Pineta San Francesco, lì dove furono installati anche impianti per le docce
Oltre a un pernottamento “sotto le stelle” nella Pineta San Francesco, lì dove furono installati anche impianti per le docce
Naturalmente, incuriositi, i ragazzi baresi cominciarono a farsi vedere a San Francesco. Ma a oltre alle feste e alla goliardia, la Pineta cominciò ben presto a divenire un luogo dove fare cultura. Lì venivano organizzati recital di poesia, happening per graffiti, performance teatrali, concerti musicali
Naturalmente, incuriositi, i ragazzi baresi cominciarono a farsi vedere a San Francesco. Ma a oltre alle feste e alla goliardia, la Pineta cominciò ben presto a divenire un luogo dove fare cultura. Lì venivano organizzati recital di poesia, happening per graffiti, performance teatrali, concerti musicali
L’evento più atteso era il “Bari Rock Contest”, una gara musicale per la quale venivano montati due palchi (uno in stazione e uno in Pineta) sui quali si esibivano band e musicisti locali. Tutte le performance erano registrate, così la casa editrice “Stampa Alternativa” ogni anno produceva e pubblicava un disco che conteneva tutti i brani in competizione
L’evento più atteso era il “Bari Rock Contest”, una gara musicale per la quale venivano montati due palchi (uno in stazione e uno in Pineta) sui quali si esibivano band e musicisti locali. Tutte le performance erano registrate, così la casa editrice “Stampa Alternativa” ogni anno produceva e pubblicava un disco che conteneva tutti i brani in competizione
«Io sul palco del Rock Contest suonai nel 1991, con la mia band “Fibra”– dichiara il 58enne Nicola Bruno –. Conservo il ricordo su un 33 giri...
«Io sul palco del Rock Contest suonai nel 1991, con la mia band “Fibra”– dichiara il 58enne Nicola Bruno –. Conservo il ricordo su un 33 giri...
...la cui confezione è decorata a mano con pennarelli rossi e neri e ritagli di carta»
...la cui confezione è decorata a mano con pennarelli rossi e neri e ritagli di carta»
«Io invece mi esibii nel 1992 con il mio gruppo “My Name” - rammenta l’artista Bob Cillo -: quella fu la prima volta che feci un’apparizione in un disco. Ne conservo gelosamente una copia: sulla copertina sono segnati i nomi di tutti i partecipanti di quell’edizione tra cui i Red Fish, i Rhomanlife, i Different Nico, i Suoni Mudù»
«Io invece mi esibii nel 1992 con il mio gruppo “My Name” - rammenta l’artista Bob Cillo -: quella fu la prima volta che feci un’apparizione in un disco. Ne conservo gelosamente una copia: sulla copertina sono segnati i nomi di tutti i partecipanti di quell’edizione tra cui i Red Fish, i Rhomanlife, i Different Nico, i Suoni Mudù»
E simbolo indiscusso dello Stop Over era il bus “Double Decker” a due piani che venne messo a disposizione dal Comune in quanto ormai inutilizzato. Inizialmente pensato per promuovere i volumi Millelire, divenne il mezzo che, dopo aver accolto i giovani che arrivavano in Stazione centrale, li accompagnava alla San Francesco
E simbolo indiscusso dello Stop Over era il bus “Double Decker” a due piani che venne messo a disposizione dal Comune in quanto ormai inutilizzato. Inizialmente pensato per promuovere i volumi Millelire, divenne il mezzo che, dopo aver accolto i giovani che arrivavano in Stazione centrale, li accompagnava alla San Francesco
Si contraddistingueva per i graffiti realizzati sulla sua carrozzeria da due writers milanesi: Micky Degni e Thomas Nostran Visconti, quest’ultimo noto come “Graffio”
Si contraddistingueva per i graffiti realizzati sulla sua carrozzeria da due writers milanesi: Micky Degni e Thomas Nostran Visconti, quest’ultimo noto come “Graffio”