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La storia dello scultore Filippo Cifariello
Le sue opere sono conosciutissime da tutti i baresi e campeggiano nei giardini e nei palazzi più importanti della città, eppure il suo nome ai più non dice nulla: d’altronde le istituzioni gli hanno dedicato solo una brevissima via nel quartiere San Paolo. Stiamo parlando dello scultore Filippo Cifariello, autore, tra le altre, della statua equestre di re Umberto I, posta nella piazza omonima del centro di Bari (foto di Alessandro Palermo)
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Filippo Cifariello è autore, tra le altre, della statua equestre di re Umberto I...
...posta nella piazza omonima simbolo del centro di Bari
Un artista che ha segnato la vita del capoluogo pugliese tra la fine dell’800 e l’inizio del 900. Opere di Cifariello sono presenti all’interno di piazza Garibaldi (il busto dell’economista Salvatore Cognetti de Martiis)...
... nella sala Massari del Comune (la scultura del sindaco Giuseppe Re David) - foto del sito www.comune.bari.it
...nell’androne del Palazzo della Provincia (il ritratto di Araldo di Crollalanza)...
... nella sala Massari del Comune (la scultura del sindaco Giuseppe Re David)
...e infine ai piedi Palazzo dei Lavori Pubblici che ospita la giunta regionale
Qui, in una nicchia, fa bella mostra di sé il “Costruttore”, che spavaldo sfida il vento che abitualmente spira sul Lungomare Nazario Sauro
Nel 2014 un’accurata biografia scritta dallo storico Nicola Mascellaro (“Filippo Cifariello. La vita, l’arte, gli amori”) ha reso finalmente giustizia a questo artista dimenticato, rivelando anche particolari della sua esistenza
In un busto-autoritratto del 1933, conservato (assieme ad altri 42 calchi originali in gesso) nella Pinacoteca Provinciale, Cifariello appare con il volto gonfio e stanco: i segni della sua decadenza fisica e spirituale. Un declino che lo porterà a suicidarsi il 5 aprile del 1936