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La storia della granita
Grattachecca a Roma, scirubetta in Calabria, grattatella a Palermo, rattella a Napoli, grattamarianna a Bari. Sono i nomi dialettali di uno dei dolci più rinfrescanti e amati dagli italiani: la granita. Preparata anticamente con ghiaccio “grattato” a mano con un raschietto di metallo dalla lama tagliente, viene aromatizzata con colorati sciroppi a base di limone, menta, orzata o latte di mandorla
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Grattachecca a Roma, scirubetta in Calabria, grattatella a Palermo, rattella a Napoli, grattamarianna a Bari. Sono i nomi dialettali di uno dei dolci più rinfrescanti e amati dagli italiani: la granita (foto di Angelo57p)
Preparata anticamente con ghiaccio “grattato” a mano con un raschietto di metallo dalla lama tagliente...(foto di Sghirat)
...viene aromatizzata con sciroppi a base di limone, menta, orzata o latte di mandorla
Secoli fa veniva realizzata utilizzando la neve raccolta durante l’inverno e conservata nelle neviere: costruzioni in pietra dove i candidi fiocchi venivano stipati tra strati di paglia, prima di trasformarsi in blocchi ghiacciati utili per prepare granite, gelati, sorbetti o “medicinali” contro la febbre
A Bari se ne contavano tre, attive soprattutto nel 700 e fino ai primi decenni dell’800: la prima in vico Gironda, la seconda in piazza San Nicola e la terza sotto un passaggio nei pressi della Cattedrale...
...che ancora oggi prende il nome di “Arco della Neve”
Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 le neviere furono però sostituite da vere e proprie “fabbriche del ghiaccio”. Nel capoluogo pugliese ce n’erano diverse, tra cui la “Cristalghiaccio”, operante sino agli anni 70 e i cui resti sono ancora visibili in via Laterza
Attività che con il diffondersi dei frigoriferi andarono via via sparendo, anche se a Mola di Bari resiste ancora la famiglia La Padula, che “sforna” blocchi di ghiaccio dagli anni 60
Ma chi produceva e distribuiva le granite? Un tempo il dolce veniva venduto da chioschetti posizionati sulle strade...
...o da venditori ambulanti che giravano con i loro carretti
Uno dei chioschi più famosi presenti a Bari all’inizio del secolo scorso si trovava ad angolo tra corso Vittorio Emanuele e piazza del Ferrarese. A gestirlo era il signor Pasquale Viola soprannominato fatt-a ciucce
Avviato nel 1903, consisteva in un piccolo baracchino ottagonale che terminava con una graziosa cupola merlata
Pasquale iniziò a ghiacciare l’acqua sorgiva, raccolta da un pozzo su corso Cavour, utilizzando la neve importata dalle neviere di Martina Franca e Altamura creando così una “variante” della granita: la iàcqu-e nnìzze (acqua gelata con liquore all’anice). Una bevanda che lo rese presto noto in tutta la città tanto che nel 1907 aprì un secondo chiosco all’angolo opposto al primo
Concorrenti di Viola erano Sìdece-e mmìenze di Francesco Paolo Michetti (nella foto) situato nei pressi della chiesa di San Gregorio e Pablosèste sotto Palazzo di Città
Poi c’erano i venditori ambulanti, che si muovevano a bordo di biciclette le quali erano attrezzate con un vano anteriore in cui veniva conservato il ghiaccio che fungeva anche da cella frigorifera
Uno di questi era Antonio Morgese, che a metà del 900 girava per la città vendendo gelato al limone
Anche se a Bari è possibile ancora beccare Donato, che da 60 anni vende coni al limone ai bagnanti tra Santo Spirito e Palese...
...Nicola Accetta che da più di trent’anni continua ad appostarsi con il suo colorato treruote in via Sparano...
...e Nicola Lombardi, detto “Parasole”, che con il suo carrettino dotato di tenda e ombrelloni è una presenza fissa a San Cataldo sin dal 1980