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La storia dell'istituto Marconi di Bari
Da ottant'anni rappresenta per i suoi giovani studenti un trampolino di lancio verso il mondo della meccanica e dell’elettronica. È il Marconi di Bari, istituto tecnico tecnologico che si staglia alla fine di corso Sonnino, nel quartiere Madonnella di Bari. Un grande complesso che comprende aule e laboratori che ospitano macchinari sia di nuova che di vecchia generazione (c’è persino un motore di un aereo della Seconda guerra mondiale), sui quali più di 1.500 alunni si esercitano per divenire tecnici o periti (foto di Francesco De Leo)
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Il Marconi di Bari si staglia alla fine di corso Sonnino, nel quartiere Madonnella di Bari
Il fabbricato è visibile nella sua interezza percorrendo il ponte di via Di Vagno che divide il quartiere Madonnella dal rione Japigia
La struttura si sviluppa su sei livelli ed è introdotta da una grande scritta in ferro battuto che riporta il nome “Istituto Tecnico Industriale Statale G. Marconi”: lettere che sono state forgiate dagli stessi studenti che utilizzarono una piccola fonderia situata un tempo nel cortile interno della scuola
Superato il cancello sul quale un cartello indica la presenza qui anche del liceo scientifico tecnologico “Margherita Hack”...
...percorriamo una scalinata che ci porta nell’atrio
Percorriamo i lunghi corridoi dove si aprono le porte delle classi...
...situate attorno a un grande cortile adibito a palestra esterna...
...il cui pavimento, in polietilene, è stato realizzato dagli stessi alunni
...qui possiamo ammirare anche la zona più antica del complesso, parte originaria dell’ex macello comunale caratterizzata da archi e disegni geometrici
Ma la vera vita del Marconi si trova nei sotterranei, nei quali si nascondono numerosi laboratori quali quelli di fluidotecnica...
...o di saldatura
Qui, accanto a strumenti moderni fresatrici e torni a controllo numerico...
e impianti fotovoltaici...
...è possibile ammirare alcuni interessanti macchinari d’epoca
Strumenti che non rappresentano meri oggetti “da museo”, ma che vengono al contrario ancora utilizzati per insegnare agli alunni vecchi procedimenti industriali oggi messi in atto da dispositivi tecnologici
Ci viene mostrata ad esempio una grande caldaia a vapore, con annessi bruciatore e turbina elettrica. Risale agli anni 60 ed è tra le più grandi reperibili a Bari
Nel laboratorio di fluidotecnica vediamo invece il motore di una “Fiat Uno Fire” (in produzione dal 1983 al 1995), su cui i ragazzi misurano i valori della coppia motrice in relazione alla potenza
Ma la vera chicca si nasconde nel laboratorio macchine, dove sono posati il propulsore...
...e il motore a stella con ventola di un aereo risalente alla Seconda Guerra Mondiale