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La storia del soprano Rosetta Pampanini

Bari 14 foto 27 July 2022

Fu una delle più famose “Madama Butterfly” della storia della lirica e la sua soave voce riuscì a conquistare il direttore d’orchestra Arturo Toscanini che la lanciò all’inizio del 900 sui palcoscenici di mezzo mondo. Questa è la storia del soprano Rosetta Pampanini, milanese di nascita ma barese di adozione, visto che mosse i primi passi nel mondo musicale proprio nel capoluogo pugliese, città in cui conobbe e sposò anche suo marito Giuseppe Diomede. A raccontarci le sue vicende è il 44enne barese Mariano Argentieri, pronipote della donna, che nel 2019 dopo aver raccolto documenti, fotografie e dischi (in parte ritrovati in casa dei suoi genitori) ha scritto un libro su di lei intitolato “Rosetta Pampanini: la voce che fece innamorare Toscanini”. Un volume pubblicato nella speranza che, in qualche modo, possa essere riportata alla luce la figura della cantante, di fatto completamente dimenticata dalla città che l’ha adottata

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Fu una delle più famose “Madama Butterfly” della storia della lirica e la sua soave voce riuscì a conquistare il direttore d’orchestra Arturo Toscanini che la lanciò all’inizio del 900 sui palcoscenici di mezzo mondo
Fu una delle più famose “Madama Butterfly” della storia della lirica e la sua soave voce riuscì a conquistare il direttore d’orchestra Arturo Toscanini che la lanciò all’inizio del 900 sui palcoscenici di mezzo mondo
Questa è la storia del soprano Rosetta Pampanini, milanese di nascita ma barese di adozione
Questa è la storia del soprano Rosetta Pampanini, milanese di nascita ma barese di adozione
A raccontarci le sue vicende è il 44enne barese Mariano Argentieri, pronipote della donna, che nel 2019 dopo aver raccolto documenti, fotografie e dischi (in parte ritrovati in casa dei suoi genitori)...(foto di proprietà del Conservatorio)
A raccontarci le sue vicende è il 44enne barese Mariano Argentieri, pronipote della donna, che nel 2019 dopo aver raccolto documenti, fotografie e dischi (in parte ritrovati in casa dei suoi genitori)...(foto di proprietà del Conservatorio)
...ha scritto un libro su di lei intitolato “Rosetta Pampanini: la voce che fece innamorare Toscanini”
...ha scritto un libro su di lei intitolato “Rosetta Pampanini: la voce che fece innamorare Toscanini”
Rosetta nacque a Milano nel 1896 ma si trasferì a Bari in tenera età. Il padre Gerolamo, maresciallo di fanteria, fu infatti trasferito nella Caserma Puglie, poi intitolata a Domenico Picca
Rosetta nacque a Milano nel 1896 ma si trasferì a Bari in tenera età. Il padre Gerolamo, maresciallo di fanteria, fu infatti trasferito nella Caserma Puglie, poi intitolata a Domenico Picca
La piccola intraprese quindi a Bari i suoi studi, precisamente nell’Istituto Sacro Cuore di via Crisanzio, la cui struttura è ancora esistente accanto a Palazzo Colonna De Robertis, seppur inattiva
La piccola intraprese quindi a Bari i suoi studi, precisamente nell’Istituto Sacro Cuore di via Crisanzio, la cui struttura è ancora esistente accanto a Palazzo Colonna De Robertis, seppur inattiva
E proprio qui, per la prima volta, in occasione di un saggio scolastico, sfoggiò la sua splendida voce
E proprio qui, per la prima volta, in occasione di un saggio scolastico, sfoggiò la sua splendida voce
Fu durante un concerto a Bergamo, nel 1924, a essere notata dal grande direttore d’orchestra Arturo Toscanini, che venne letteralmente folgorato dalla sua voce celestiale. Il maestro così la raggiunse alla fine dello spettacolo proponendole di interpretare il ruolo di Madama Butterfly di Puccini alla Scala di Milano
Fu durante un concerto a Bergamo, nel 1924, a essere notata dal grande direttore d’orchestra Arturo Toscanini, che venne letteralmente folgorato dalla sua voce celestiale. Il maestro così la raggiunse alla fine dello spettacolo proponendole di interpretare il ruolo di Madama Butterfly di Puccini alla Scala di Milano
Una parte che Rosetta, dopo qualche riserva, accettò e che diventò il suo trampolino di lancio. Fu proprio quell’opera infatti a regalarle la fama, anche internazionale. Il suo bel canto le permise di cantare a Londra, Buenos Aires, Rio De Janeiro, Barcellona, Praga, Chicago e Copenaghen
Una parte che Rosetta, dopo qualche riserva, accettò e che diventò il suo trampolino di lancio. Fu proprio quell’opera infatti a regalarle la fama, anche internazionale. Il suo bel canto le permise di cantare a Londra, Buenos Aires, Rio De Janeiro, Barcellona, Praga, Chicago e Copenaghen
Nel 1934 Rosetta fece ritorno a Bari, per un’esibizione al Teatro Petruzzelli con la “Bohème”, replicata l’anno dopo sempre all’interno del Politeama del Quartiere Umbertino
Nel 1934 Rosetta fece ritorno a Bari, per un’esibizione al Teatro Petruzzelli con la “Bohème”, replicata l’anno dopo sempre all’interno del Politeama del Quartiere Umbertino
E fu in questo periodo, durante una serata di gala al circolo canottieri Barion...
E fu in questo periodo, durante una serata di gala al circolo canottieri Barion...
...che l’artista conobbe il barese Giuseppe Diomede, un funzionario governativo appassionato di musica lirica che sposò nel 1937 a Milano, città in cui andarono ad abitare insieme
...che l’artista conobbe il barese Giuseppe Diomede, un funzionario governativo appassionato di musica lirica che sposò nel 1937 a Milano, città in cui andarono ad abitare insieme
La fama della Pampanini tra gli anni 30 e 40 raggiunse l’apice.  E il comune di Pietrasanta, in Toscana, fece erigere in suo onore una scultura che la immortalava nelle sembianze di Cho Cho-san (ossia Madama Butterfly). Mariano conserva tutt’ora alcuni suoi dischi, tra cui le riedizioni del 1971 della Butterfly (inciso nel 1929 e 1930), la cui copertina ritrae proprio la scultura realizzata a Pietrasanta
La fama della Pampanini tra gli anni 30 e 40 raggiunse l’apice. E il comune di Pietrasanta, in Toscana, fece erigere in suo onore una scultura che la immortalava nelle sembianze di Cho Cho-san (ossia Madama Butterfly). Mariano conserva tutt’ora alcuni suoi dischi, tra cui le riedizioni del 1971 della Butterfly (inciso nel 1929 e 1930), la cui copertina ritrae proprio la scultura realizzata a Pietrasanta
C’è poi quella del 1972 di “Bohème” (inciso nel 1929) su cui è invece rappresentata la statuetta del Premio Puccini, che la donna ricevette nel 1971 a Torre del Lago
C’è poi quella del 1972 di “Bohème” (inciso nel 1929) su cui è invece rappresentata la statuetta del Premio Puccini, che la donna ricevette nel 1971 a Torre del Lago