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La storia del porticciolo di Santo Spirito
In principio era costituito solo da uno scoglio chiamato "Vargalone", prezioso approdo per le imbarcazioni in epoca romana, mentre oggi pullula di gozzi e pescherecci che attraccano su due lunghi moli. Parliamo del pittoresco porticciolo di Santo Spirito, che con i suoi colori e le mille storie è il protagonista indiscusso della vita del quartiere marinaro di Bari (foto di Sonia Carrassi)
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In principio era costituito solo da uno scoglio chiamato "Vargalone", prezioso approdo per le imbarcazioni in epoca romana, mentre oggi pullula di gozzi e pescherecci che attraccano su due lunghi moli
Parliamo del pittoresco porticciolo di Santo Spirito, che con i suoi colori e le mille storie è il protagonista indiscusso...
...della vita del quartiere marinaro di Bari
L'area appartiene al capoluogo pugliese dal 1928, dopo aver costituito per secoli la marina del vicino comune di Bitonto ed è da sempre animata da pescatori che narrano racconti dal sapore leggendario
«Tutto nacque grazie al "Vargalone" grosso scoglio che si trova a pochi metri di distanza dall'odierno molo di ponente, visibile nei momenti di bassa marea
Il masso è al centro di un'insenatura naturale e nell'antichità contribuiva a formare una rada, porzione di mare in cui le navi potevano sostare al riparo dai venti: uno scenario ideale per i marinai locali sin dall'epoca romana
L'appetibilità della zona era tra l'altro acuita da alcune sorgenti di acqua dolce che dall'entroterra defluivano verso il mare. Addirittura si riteneva avessero proprietà curative: il liquido che sgorgava era soprannominato "acqua di Cristo". Peccato siano state cementate dal moderno lungomare
Nel 1569 venne poi innalzata un'altra struttura tuttora presente: la possente torre di avvistamento, la cui bianca sagoma svetta sullo spigolo est della baia, a pochi passi dal molo di Levante
Nel 700 fu usata per la riscossione dei dazi e rimase a lungo isolata, visto che attorno c'erano solo vigneti
Fu solo nell'800 che cominciò a prendere forma la Santo Spirito che conosciamo oggi. Alcuni marinai eressero delle piccole case a ridosso dell'insenatura e i bitontini più facoltosi fecero realizzare le prime ville dell'area
Agli albori del XX secolo poi l'intensa attività peschereccia convinse le autorità locali a iniziare la costruzione del porticciolo
Un primo pezzo del molo di Levante venne approntato negli anni 10..
...poi, grazie a una petizione inviata nel 1924 a Mussolini, la banchina raggiunse la lunghezza attuale
L'area divenne inoltre meta ambita per chi voleva trascorrere una giornata in spiaggia: da Bitonto si arrivava con qualunque mezzo, anche con gli asini
Nel 1928 si consumò però il divorzio tra la marina e la sua città "madre", con l'annessione come frazione al capoluogo di regione. Ciò non tagliò i rapporti con Bitonto, con la quale vennero facilitati i collegamenti grazie all'inaugurazione di una linea tramviaria
Il completamento del porticciolo, assieme alla risoluzione dei suoi problemi strutturali, avvenne all'inizio degli anni 60. Fu il deputato Aldo Moro, futuro presidente del Consiglio...
...a porre la prima pietra del nuovo molo di Ponente
Nello slargo si staglia anche una statua dedicata al poverello d'Assisi, che secondo antichi racconti sarebbe passato di qui nel 1220 durante il pellegrinaggio in Terrasanta
Dal 1982 il molo di Levante ospita anche uno dei sei circoli nautici principali di Bari: "Il Maestrale", sorto in un edificio usato un tempo per la conservazione delle angurie
Prima di andare via la nostra guida, Angelo Roncone, ci indica un masso vicino alla piazzetta. «Quel macigno "racconta" l'ennesima leggenda di questo luogo - conclude Angelo - quella di "Annina della pietra": una signora che nei primi anni del 900 si sedeva ogni sera qui, in attesa che il marito pescatore tornasse da lei, a Santo Spirito»