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La storia del lottatore-maestro Pinuccio Colaianni
È stato nove volte campione italiano assoluto di lotta greco-romana e oggi, all’età di 80 anni, continua a dare il suo contributo allo sport da lui amato, sostenendo e seguendo negli allenamenti i giovani atleti dell’Angiulli, la società in cui è cresciuto. È questo l’identikit di Giuseppe Colaianni (per tutti Pinuccio): uno sportivo a tutto tondo divenuto punto di riferimento per decine di ragazzi che ambiscono a diventare dei grandi lottatori (foto di Gaia Agnelli)
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Abbiamo deciso di raccontare la storia di Pinuccio Colaianni e siamo così andati a trovarlo nella palestra dell’Angiulli, dove si reca ogni giorno con il suo “amuleto”: le scarpette da lotta con cui ha vinto tante gare e battaglie
Quando entriamo nella struttura vediamo Colaianni seduto con indosso una tutina nera: sta sfogliando un album ricco di immagini e di ricordi delle sue imprese
Ci mostra un articolo di giornale di metà anni 60 che lo definisce "l'erede di Lombardi", lottatore barese che vinse la medaglia d'oro olimpica nel 1948
«Lo sport l’ho sempre avuto nel sangue - esordisce l’80enne-: basti pensare che mio padre erano un circense equilibrista»
«Il mio primo torneo furono i Campionati d’Italia Assoluti che si tennero nel 1962 proprio all’Angiulli. Persi, ma l’anno dopo vinsi i Regionali e i Campionati d’Italia “senior” a Palermo», ci dice Colaianni
Da lì furono solo successi. Nel 1966 fu eletto “Atleta dell’anno” (dicitura riportata su una medaglia che porta orgogliosamente al collo)...
...e tra il 1967 e il 1982 vinse ben 9 campionati assoluti italiani
Gli chiediamo quel è la gara ricorda con più affetto, con più orgoglio. «Sicuramente quella del 1969 contro il siciliano Ignazio Fabra, due volte medaglia d’argento alle Olimpiadi», risponde con gli occhi lucidi
Oggi Pinuccio viene ogni giorno all'Angiulli per sostenere e aiutare i ragazzi
«Cerco di essere per loro un esempio, un maestro di lotta ma soprattutto di vita – dichiara –. È questo mi rende vivo, aiutandomi a non pensare all’età che avanza e alla solitudine»
La cosa bella è che Colaianni non si limita a dare consigli, ma spesso sale sulla “materassina” per mostrare concretamente come vanno eseguite certe mosse
Vediamo quindi il maestro “scendere in campo” per lottare con un giovanissimo atleta
E tra proiezioni, sbilanciamenti, ancate, braccetti e atterramenti...
...il campione sembra avere la meglio sul piccolo lottatore, come se per lui il tempo non fosse mai passato
Con Pinuccio raggiungiamo ora gli altri ragazzi che si stanno allenando nei giardini dell’Angiulli
Quando lo vedono gli vanno tutti incontro per battergli il cinque...
...mentre lui ricambia con una pacca sulla spalla e qualche battuta per spronarli a fare sempre meglio
«Dopo tanti anni di lavoro la stima dei miei ragazzi è la riconoscenza più grande che potrei desiderare – conclude Pinuccio -. Ormai il passato è passato (anche se mi manca): penso quindi a vivere l’attimo e a lasciare il segno in questi giovani lottatori»