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La storia del Galletto del Bari
Da più di 90 anni rappresenta il Bari Calcio, disegnato e riprodotto in tanti modi diversi ma sempre inconfondibile: è il Galletto, simbolo dei biancorossi dal lontano 1928 (foto di Gianluigi Columbo)
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Da più di 90 anni rappresenta il Bari Calcio, disegnato e riprodotto in tanti modi diversi ma sempre inconfondibile: è il Galletto, simbolo dei biancorossi dal lontano 1928
Il primo logo dell’Unione Sportiva Bari, compagine nata dalla fusione di Ideale e Liberty nel febbraio 1928, era in realtà un semplice cerchio bordato da una corda rossa, al cui interno campeggiava la scritta U.S. Bari unitamente allo stemma comunale sormontato da una corona turrita
Ci pensò però poi un referendum popolare indetto dal giornalista Alfredo Bogardo, della rivista barese Cine-Sport, a regalare alla neonata squadra una vero e propria effigie. Anche se bisognò attendere otto anni per vederla stampata sulle maglie dei calciatori. Nella stagione 1936-37 sul petto dei giocatori campeggiò infatti per la prima volta uno stemma raffigurante un galletto nero su campo bianco
C’è da dire che in questi anni di poca visibilità non mancarono occasioni in cui il gallo fece comunque la sua comparsa. Ad esempio il 12 maggio 1946, durante un Bari-Inter, il capitano dei pugliesi consegnò a quello nerazzurro un gagliardetto raffigurante un grande galletto marrone disegnato su sfondo bianco e rosso (foto concessa dal sito glieroidelcalcio.com)
Di lì a poco si passò al galletto.
«Con l’ingresso nella tanto attesa divisione nazionale - ci spiega lo storico barese Gianni Antonucci - il giornalista del “Cinesport” Alfredo Bogardo, per adeguarsi a quello che avevano fatto anche in altre città d’Italia dove diverse compagini erano state associate ad un animale che le rappresentasse simbolicamente, indisse un referendum per assegnare un “nome” ai giocatori del Bari nel settembre 1928».
«Vinse il “galletto”- prosegue l’esperto - che prevalse su altri nomi quali : aquilotti, scoiattoli, passerotti, gazzelle.
Mentre in serie C, durante il campionato 1974-1975, lo stesso animale (stavolta però bianco), campeggiò per tutta l’annata sul vessillo in tessuto che veniva tradizionalmente scambiato a inizio partita (foto concessa dal sito glieroidelcalcio.com)
Nel “Museo dello sport” di Bari è affissa poi una fotografia della stagione 1952/1953 che mostra un calciatore del Bari entrare in campo tenendo in mano un gallo vivo. Un qualcosa che è stato ripetuto nel corso del tempo, anche in serie A, durante l’annata 2009-2010
La lunga assenza del volatile sulle maglie del club si interruppe definitivamente nel 1979-1980, durante la presidenza Matarrese. Così da quell’anno sulle casacche biancorosse comparve un emblema che entrò subito nei cuori dei tifosi baresi: il galletto nero stilizzato con la cresta rossa, realizzato dal designer Piero Gratton
Un disegno che è rimasto immutato sino al 2014, con una sola eccezione: quando nel 2008 in occasione del centenario del Bari il galletto fu temporaneamente rimpiazzato da uno stemma retrò di forma romboidale, con i colori comunali e la scritta “Bari”
Dal 2014, a causa del fallimento e di pari passo con la nuova denominazione (FC Bari 1908), anche lo stemma subì un importante restyling improntato alla modernità. Il simbolo diventò tondo e sormontato da un semicerchio dorato che rappresentava l’aureola del patrono di Bari, San Nicola
Al centro della figura campeggiava la nuova denominazione sociale con l’anno di fondazione assieme a 11 strisce irregolari, rappresentanti gli undici giocatori in campo. Mentre del galletto restava solo la cresta, orientata però in senso opposto rispetto al tradizionale disegno di Gratton
Logo che durò però solo due anni. Nel 2016 infatti il club passò nelle mani di Cosmo Giancaspro che volle un nuovo cambiamento dell’effigie. Questo diventò un ovale bipartito, al cui interno erano raffigurati un gallo rosso appollaiato su un pallone vintage con accanto la scritta Bari Football Club 1908
Ma non è finita qui, perché a seguito del nuovo fallimento del 2018 con la conseguente ripartenza dalla serie D, la famiglia neoproprietaria De Laurentiis ha optato per uno stemma ancora diverso, quello che ancora oggi campeggia sulle maglie dei giocatori baresi
La figura è un omaggio al gallo di Gratton, con un’emblema ovale che presenta al suo interno i colori comunali e un galletto nero dai contorni decisamente più tondeggianti rispetto a quello classico, sovrastato però da una voluminosa e fiammeggiante cresta rossa