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La storia dei pagliari

Bari 17 foto 4 February 2023

Sono i parenti alla lontana dei trulli, certo meno famosi, ma dalla storia antica come quella degli edifici cilindrici con tetto a cono tradizionali simboli della Puglia. I “pagliari” raccontano un mondo ormai scomparso, ma che ci ha lasciato queste strutture in pietra a secco che lottano ogni giorno contro abbandono, degrado e tentativi di riutilizzo più o meno riusciti  

17 fotografie
Sorti in epoche diverse, dal Medioevo al XIX secolo, i pagliari avevano funzioni legate al contesto agricolo e pastorale: da abitazione dei coltivatori a depositi di attrezzi, da luogo di sosta per le greggi a semplici stalle (nell'immagine un esemplare a Ruvo)
Sorti in epoche diverse, dal Medioevo al XIX secolo, i pagliari avevano funzioni legate al contesto agricolo e pastorale: da abitazione dei coltivatori a depositi di attrezzi, da luogo di sosta per le greggi a semplici stalle (nell'immagine un esemplare a Ruvo)
I pagliari sono edifici dalla forma conica, talvolta scaglionata a gradoni, e di piccolo volume, ideali per conservarvi attrezzi da campagna (qui un esemplare presente a Giovinazzo)
I pagliari sono edifici dalla forma conica, talvolta scaglionata a gradoni, e di piccolo volume, ideali per conservarvi attrezzi da campagna (qui un esemplare presente a Giovinazzo)
Sopra i bassi accessi, liberi o dotati di porticina, talvolta è presente una nicchia, forse un tempo sede di edicole votive (in foto un pagliaro di Terlizzi)
Sopra i bassi accessi, liberi o dotati di porticina, talvolta è presente una nicchia, forse un tempo sede di edicole votive (in foto un pagliaro di Terlizzi)
Le pareti sono in pietra a vista oppure intonacate in modo da limitare le infiltrazioni
Le pareti sono in pietra a vista oppure intonacate in modo da limitare le infiltrazioni
L’interno è in genere costituito da un’unica stanza chiusa da una volta a cupola
L’interno è in genere costituito da un’unica stanza chiusa da una volta a cupola
Il materiale con cui sono edificati è la pietra calcarea “a chiancarelle”, tipica del nord Barese e dalla caratteristica forma sottile e allungata. La forma a cupola invece ricorda strutture tipicamente orientali (in foto un pagliaro in via Bitritto)
Il materiale con cui sono edificati è la pietra calcarea “a chiancarelle”, tipica del nord Barese e dalla caratteristica forma sottile e allungata. La forma a cupola invece ricorda strutture tipicamente orientali (in foto un pagliaro in via Bitritto)
Di pagliari come detto è disseminata buona parte della campagna a nord e nell’entroterra del capoluogo (in foto una struttura a Lama Balice)...
Di pagliari come detto è disseminata buona parte della campagna a nord e nell’entroterra del capoluogo (in foto una struttura a Lama Balice)...
...in realtà non mancano del tutto neanche a sud del capoluogo: ad esempio li possiamo scorgere nel cosiddetto “parco dei trulli”...
...in realtà non mancano del tutto neanche a sud del capoluogo: ad esempio li possiamo scorgere nel cosiddetto “parco dei trulli”...
...nel tratto di litorale che unisce Cozze a San Vito
...nel tratto di litorale che unisce Cozze a San Vito
Ne esistono anche di notevolmente grandi. A Palese, precisamente nella zona di Macchie, è presente una massiccia struttura in pietra calcarea a secco, a pianta rettangolare e sormontata da due cupolette
Ne esistono anche di notevolmente grandi. A Palese, precisamente nella zona di Macchie, è presente una massiccia struttura in pietra calcarea a secco, a pianta rettangolare e sormontata da due cupolette
Sui lati lunghi si aprono due porte sovrastate da archi anch’essi in pietra, anche se l’accesso all’edificio è murato
Sui lati lunghi si aprono due porte sovrastate da archi anch’essi in pietra, anche se l’accesso all’edificio è murato
Due ripide e strette scalette permettevano di raggiungere la sommità della costruzione, completando così uno degli esempi meglio conservati, almeno esternamente, di pagliari del nord Barese
Due ripide e strette scalette permettevano di raggiungere la sommità della costruzione, completando così uno degli esempi meglio conservati, almeno esternamente, di pagliari del nord Barese
Un caso particolare è poi quello di Santo Spirito, dove si è soliti identificare una certa zona come “i pagliai”. Qui tra via Pansini e via Corsica, notiamo alcuni edifici costituiti da una struttura a trapezio che culmina con una cupola a calotta. Il primo è completamente intonacato e attorno alla cupola è stata ricavata una sorta di terrazzino
Un caso particolare è poi quello di Santo Spirito, dove si è soliti identificare una certa zona come “i pagliai”. Qui tra via Pansini e via Corsica, notiamo alcuni edifici costituiti da una struttura a trapezio che culmina con una cupola a calotta. Il primo è completamente intonacato e attorno alla cupola è stata ricavata una sorta di terrazzino
Spostandoci su via Napoli e proseguendo in direzione di Giovinazzo, dopo poche centinaia di metri sulla sinistra vediamo un ulteriore esempio di queste antiche costruzioni. Un pagliaio doppio, con le sue pareti in pietra a secco originale ancora visibili, anche se in parte rivestite di intonaco
Spostandoci su via Napoli e proseguendo in direzione di Giovinazzo, dopo poche centinaia di metri sulla sinistra vediamo un ulteriore esempio di queste antiche costruzioni. Un pagliaio doppio, con le sue pareti in pietra a secco originale ancora visibili, anche se in parte rivestite di intonaco
Purtroppo l’intero casolare, risalente al XIX secolo, è in rovina, assediato dalla vegetazione e affiancato da un moderno cancello che si apre sul nulla
Purtroppo l’intero casolare, risalente al XIX secolo, è in rovina, assediato dalla vegetazione e affiancato da un moderno cancello che si apre sul nulla
I pagliari non sono però l’unica tipologia di struttura tipicamente rurale che punteggia l’agro barese. Girovagando per le campagne è possibile incontrare anche i lamioni e i palmenti. I primi, di dimensioni maggiori, a pianta rettangolare con tetto fortemente spiovente, erano adibiti a stalle o alla produzione del formaggio
I pagliari non sono però l’unica tipologia di struttura tipicamente rurale che punteggia l’agro barese. Girovagando per le campagne è possibile incontrare anche i lamioni e i palmenti. I primi, di dimensioni maggiori, a pianta rettangolare con tetto fortemente spiovente, erano adibiti a stalle o alla produzione del formaggio
I palmenti si distinguono invece per le loro ampie arcate che sorreggono volti a botte o a crociera, sotto le quali si era soliti produrre e conservare olio e vino
I palmenti si distinguono invece per le loro ampie arcate che sorreggono volti a botte o a crociera, sotto le quali si era soliti produrre e conservare olio e vino