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La storia dei condottieri Melo e Argiro
Due baresi leggendari che nella loro avventurosa vita ricoprirono importanti ruoli politici e militari, guidando interi eserciti nelle principali battaglie avvenute in Puglia durante l’XI secolo. Loro sono il capitano Melo e suo figlio Argiro: figure note in città perché danno il nome a due delle più frequentate vie del quartiere Murat, ma la cui storia rimane sconosciuta ai più
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Sono pochi i ricordi giunti fino ai giorni nostri di Melo da Bari. Tra questi il “Mantello delle stelle”: una cappa da investitura donata dal condottiero a Enrico II, imperatore del Sacro romano impero (foto di Allie Caulfield)
Il mantello, di seta azzurra con fili d’oro raffigurante le costellazioni, simboli cristiani e segni dello zodiaco, è ancora oggi conservata nel Museo Diocesano di Bamberga in Germania e riporta il nome di Ismaheli (foto di Allie Caulfield)
Del sarcofago di Melo non resta oggi più traccia. L’unico riferimento a esso è un necrologio, scovato nella chiesa di Bramberga dallo storico barese Vito Melchiorre e riportato nel suo libro “Bari nel tempo”
Il volume di Melchiorre mostra anche un dipinto secentesco, di autore ignoto, che ritrarrebbe Melo con volto barbuto e con in testa un turbante: se fosse vero si tratterebbe dell’unica raffigurazione del barese che si ribellò al dominio bizantino
Dal canto suo Argiro, il figlio di Melo, capeggiò le principali rivolte antibizantine tra Trani e Giovinazzo innalzando anche, nella vicina Santo Spirito, un castello nella vicina Santo Spirito
Di questo edificio sono oggi ancora visibili alcune lastre in pietra