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La Monopoli sotterranea
Cripte, affreschi, sepolcreti, antiche cappelle e raffinati manufatti in pietra. Sono i tesori celati nel sottosuolo del centro storico di Monopoli: un suggestivo mondo situato nei meandri di chiese e palazzi che racconta la millenaria storia di questa città adagiata sull’Adriatico (foto di Adriano Di Florio)
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Il nostro viaggio parte da piazza Garibaldi, nel cuore della città antica, lì dove svetta la facciata del cinquecentesco edificio che accoglie la Biblioteca civica Prospero Rendella
Sulla destra dell’ingresso principale si apre un corridoio a volte in pietra che ci conduce nella sala lettura
Ed ecco, oltre i tavoli e le librerie, fare subito mostra di sé una lastra litica con un affresco del XIV secolo raffigurante la Madonna col bambino
Quest’ultimo è stato rinvenuto nel 1954, durante alcuni scavi che hanno riportato alla luce una necropoli e un ipogeo posti proprio al di sotto dell’ambiente in cui ci troviamo
Accediamo quindi al sottosuolo utilizzando una scala in ferro che ci conduce in una serie di ambienti dove si distinguono zone in muratura che si uniscono a parti scavate nella roccia
Sono i resti della chiesa di Santa Maria in Portu Aspero, anche se alcuni studiosi la identificano come San Nicola o San Clemente. Il toponimo rimanda alle vicine scogliere aguzze che rendevano difficili gli approdi delle navi
Attorno alla chiesa furono rinvenuti anche resti di abitazioni e un fitto sepolcreto utilizzato dal VII al XIV secolo
Notiamo infatti una serie di sarcofaghi e tombe che si aprono nel pavimento sotto i nostri piedi...
...intervallate dalle fondamenta di antiche fortificazioni
Torniamo in superficie e ci spostiamo di poche decine di metri sino a giungere davanti alla medievale chiesa di Santa Maria degli Amalfitani
L’interno dell’edifico conserva l’impianto a tre navate e absidi di stile romanico...
...e gli altari e decori del periodo barocco
Ma quello che ci interessa è ciò che si cela al di sotto del pavimento. Una scala in pietra ci porta così nella cripta di Santa Maria degli Amalfitani, una delle chiese rupestri più antiche di Monopoli
Ci ritroviamo così in un suggestivo e ampio ambiente sotterraneo a pianta trapezoidale con soffitto in pietra viva e pareti sulle quali si aprono una serie di archi che racchiudono vani quadrangolari
La cappella un tempo era completamente affrescata, come ricordano alcuni frammenti di dipinti murari del XIII secolo sopravvissuti
Sul soffitto permangono però alcune decorazioni realizzate tra la fine del 600 e l’inizio del 700...
...raffigurano episodi riguardanti la vita della Vergine. Si possono scorgere più medaglioni dai colori accesi raccordati da cornici con girali, volute e conchiglie
Sull’ara centrale è esposta una tela seicentesca copia dell’antica raffigurazione della Madonna col Bambino il cui disegno si trovava in origine su una parete
Mentre un secondo altare in pietra è posto solitario in una nicchia
Poniamo infine l’attenzione su una vecchia targa che ricorda l’edificazione della chiesa...
...e poi su lapide in latino che riporta dediche religiose
Anche questo sotterraneo nel 700 divenne un sepolcreto, di cui oggi è possibile scorgere le tombe ad arcosolio...
...e le fosse più comuni scavate nel pavimento
Non ci resta ora che raggiungere la terza tappa del nostro tour. Attraversiamo così il centro storico per arrivare dinnanzi alla sontuosa Cattedrale di Maria Santissima della Madia: un tempio che sorge su un’area abitata sin dall’età del bronzo
Accediamo a questo mondo sotterraneo da un ingresso laterale del duomo, accompagnati dai responsabili di “Pietre Vive”, associazione che si occupa delle visite al luogo
Ed eccoci quindi all’interno di larghi ambienti a volta collegati tra loro con passerelle in legno che sovrastano i millenari resti archeologici
Riconosciamo tombe altomedievali, romane, ellenistiche e messapiche
In una di queste fu ritrovata una trozzella, un vaso in bronzo caratteristico della Messapia oggi conservato in una teca
Sul pavimento sono anche presenti alcuni fori circolari: sono i resti delle “buche da palo” scavate per fissare quelle capanne utilizzate dai primi abitatori della zona sin dal XV secolo avanti Cristo
Scorgiamo ciò che rimane della cattedrale romanica di Romualdo. Dell’edificio, demolito nel 700 per far posto all’attuale cattedrale barocca, sono visibili l’abside...
...una colonna inglobata in un muro...
...e l’archivolto che un tempo adornava la facciata
Oltre a un raffinato architrave istoriato che collegava l’edificio all’adiacente chiesa (anch’essa scomparsa) di San Cataldo
Quest’ultimo, realizzato nel XII secolo, narra la morte e la resurrezione di Cristo attraverso cinque riquadri animati da personaggi e figure bibliche
Proseguiamo ora attraverso un varco scavato tra le mura per raggiungere un ultimo ambiente chiuso da un’elegante cancellata
Colpiscono qui i due inquietanti manichini ricoperti da una tunica bianca che copre anche il loro capo. Sono gli originali abiti che vestivano i membri della Arciconfraternita del Santissimo Sacramento, che qui aveva sede in passato
In questo luogo probabilmente veniva praticato un processo di “mummificazione” per gli esponenti più importanti della comunità religiosa. Ne sono la prova le due vasche dove i defunti erano appoggiati e lasciati “colare” fin quando i liquidi corporei abbandonavano lo scheletro
Corpi che venivano poi esposti all’interno di quelle nicchie che vediamo scavate nelle pareti di questa cripta, simbolo dell’antica Monopoli sotterranea