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La misteriosa villa su via Amendola
È emersa durante i lavori per l’allargamento di via Amendola, con il suo color beige, il suo elegante torrino e l’evidente stato di degrado. Parliamo di una villa in stile liberty che per anni è stata nascosta agli occhi dei passanti da un alto muro e da folti alberi. Un edificio che oggi è però possibile ammirare per intero percorrendo l’arteria che collega Bari alla statale 100 (foto di Valentina Rosati)
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Una villa in stile liberty emersa durante i lavori per l’allargamento di via Amendola...
...con il suo color beige, il suo elegante torrino e l’evidente stato di degrado
C’è subito da dire che non esiste più un ingresso. Fino a pochi mesi fa era costituito da un bianco cancello su cui si distinguevano due grandi lettere maiuscole (“T” e “R”), probabilmente le iniziali del proprietario (foto del 2017)
Sulle due colonne laterali invece (anch’esse abbattute), oltre al numero civico 180 si poteva scorgere una placca recante la parola “Villa”
Costruita in tipico stile liberty di inizio 900, si sviluppa su un unico livello...
...con alcuni locali seminterrati...
...che riusciamo a intravedere attraverso degli archi situati sotto un ballatoio di più recente fattura
Sul terrazzino si innalza un piccolo ma elegante torrino balaustrato, arricchito da una serie di graziose colonnine e da una finestra a quattro ovali
È evidente lo stato di degrado di tutto il complesso, con gli alberi cresciuti all’interno dello stesso edificio
Le facciate sono totalmente scrostate e mostrano i vari colori, dall’azzurro all’ocra, che le avevano dipinte in passato
Le porte e finestre in legno, ormai divelte, sono però sovrastate da eleganti decorazioni in pietra
Ci facciamo strada tra i materiali da costruzione per poter studiare da vicino l’ingresso
E qui notiamo un piccolo timpano che sovrasta il portone principale: reca un bassorilievo a forma di scudo con due decori vegetali ai lati. Al centro della decorazione ritroviamo poi le misteriose lettere, “T” e “R” che avevamo notato sul vecchio cancello
Insomma la dimora non dovrebbe seguire il triste destino riservato a tanti antichi edifici della città, come la dirimpettaia Villa Labriola, rasa al suolo assieme alla sua storia per far posto, negli anni 70, all’ospedale pediatrico