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La leggenda del Santissimo Crocifisso di Auricarro
Una guerra, un castello distrutto, una chiesa sopravvissuta e un ritrovamento miracoloso. Sono gli ingredienti di una storia leggendaria che contraddistingue Palo del Colle: quella del Santissimo Crocifisso di Auricarro. Perché il patrono della cittadina a sud-ovest non è un santo o un martire, ma una reliquia in legno che prende il nome dalla contrada del paese in cui fu rinvenuta secoli fa. Appunto, Auricarro: antico borgo protagonista di un duro conflitto che portò nel 1349 alla sua distruzione (foto di Nicola Lasalandra)
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Il patrono di Palo del Colle non è un santo o un martire, ma una reliquia in legno che prende il nome dalla contrada del paese in cui fu rinvenuta secoli fa
Il crodifisso è accolto da settembre a maggio nella Chiesa Matrice di Santa Maria La Porta
In fondo, nel deambulatorio, una piccola teca in vetro protegge infatti questa grande croce alta 175 centimetri e larga 135
Riproduce il classico Cristo morente, con piccoli motivi dorati che decorano gli assi in corrispondenza delle mani e della testa. Affianco sono stati poi aggiunti due candelabri e al di sotto un mazzo di rose rosse
Per approfondire questa intrigante storia non resta quindi che condurci proprio ad Auricarro, lì dove tutto è avvenuto. La contrada, immersa nel verde, è situata a 2 chilometri a sud-ovest del centro di Palo
Simbolo del luogo è la Chiesa del Crocifisso, risalente al XIV secolo, che come detto accoglie la reliquia da maggio a settembre
Si tratta dell’unico edificio sopravvissuto all’assalto degli ungheresi, così come attesta una scritta posta nell’architrave che recita Ecclesia sola salva (“solo la chiesa si è salvata”)
Il tempio, circondato dalla campagna, si presenta nel suo semplice aspetto di struttura rurale in pietra bianca, alla quale si affianca un arco che attraversa uno dei contrafforti della fiancata sinistra
Più su, oltre la finestra centrale, si erge un piccolo campanile sormontato da una croce di metallo
La facciata è infine arricchita da un affresco protetto da un vetro che raffigura proprio la crocifissione di Gesù
Ma non si tratta dell’unico tesoro dell’ameno luogo. Per quanto non segnalati e valorizzati, ad Auricarro sono rimasti anche i resti del Castello distrutto. Per visitarlo dobbiamo imboccare un sentiero di campagna affiancato da un muretto a secco che parte dal lato sinistro della chiesa
Arrivati in prossimità di un’antenna, giriamo a sinistra e dopo aver percorso una stretta curva, ci ritroviamo su un’area leggermente sopraelevata denominata Monte della Croce
Ed è qui, circondati tra gli ulivi, che ci ritroviamo davanti a ciò che resta dell’antica fortezza
Su un ammasso di pietre poste in forma quadrangolare, si erge infatti una parete alta 7 metri e larga 2 sulla cui sommità sono presenti dei blocchi di pietra squadrati posti su pietra grezza
Sul muro si distinguono delle fessure che rappresentavano le antiche feritoie, mentre la base è contraddistinta da un’apertura ormai ostruita che ricorda una finestra