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La festa di San Nicola
Anche quest’anno, a causa del Covid, non andrà in scena la festa più sentita dai baresi: quella di San Nicola. Tre giorni di celebrazioni (7,8 e 9 maggio) che ricordano quando, nel 1087, 62 marinai partiti da Myra condussero a Bari le spoglie del santo. Una solennità che da secoli racconta di caravelle, chiese leggendarie, pellegrinaggi, colonne miracolose, quadri misteriosi e statue venerate dai fedeli. Abbiamo così ripercorso la storia della traslazione delle ossa del Patrono, concentrandoci sui suoi risvolti più inediti (foto di Nicola Velluso)
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La festa di San Nicola. Tre giorni di celebrazioni (7,8 e 9 maggio) che ricordano quando, nel 1087, 62 marinai partiti da Myra condussero a Bari le spoglie del santo
nel 1087, una volta giunte in città, le ossa furono custodite solo per una notte nella chiesetta di San Sossio. Si tratta di un piccolo tempio ancora oggi in piedi seppur completamente in stato di abbandono. Si trova all’interno di Lama San Giorgio, non lontano dalla statale 16
Le reliquie il giorno dopo furono però spostate nella chiesetta di San Nicola del Porto. Quest’ultima non è più esistente: un architrave modanato e i residui di due piedistalli, incastrati all'interno di moderne mura color salmone, sono tutto ciò che rimane del suo ingresso, situato sotto l’arco di Sant'Onofrio che si apre in piazza dei Gesuiti
I resti vennero poi trasportati nella chiesa di San Benedetto. Questo luogo del VIII-IX secolo si apre ancora oggi nei sotterranei della chiesa di San Michele Arcangelo. Il gioiello della cripta si trova in basso a un altare ricavato nella pietra, lì dove una grata dorata custodisce proprio la nicchia in cui nel 1087 vennero custodite le reliquie
A San Benedetto le ossa rimasero sino al 1° ottobre del 1089, giorno in cui vennero deposte dal Papa Urbano II in una bara lapidea adagiata sotto il sobrio altare in marmo della cripta della nuova Basilica. Da allora ogni anno, il 7, l’8 e il 9 maggio, si tiene a Bari una festa in ricordo dell’arrivo delle reliquie
Il primo giorno il protagonista è il quadro raffigurante il santo...
...che parte nel pomeriggio da Cala Pantano a San Giorgio, nel punto in cui nel 1087 sbarcarono i resti di San Nicola
Il dipinto viene posto prima su un colorato gozzo, il quale lo conduce su un peschereccio ricoperto da bandiere e gagliardetti
Il natante parte a quel punto alla volta del Molo Sant’Antonio. Arrivato al porto vecchio il quadro viene sbarcato e posto su una riproduzione in piccolo della storica caravella del marinaio Matteo
Viene così “raccolto” dal corteo storico che, partito dal Castello...
...termina la sua “corsa” in Piazza San Nicola, davanti alla Basilica
A fare da cornice alla barca: falconieri, timpanisti, sbandieratori e danzatori
L’8 maggio è invece il giorno della processione della statua, conservata tutto l’anno nella teca di vetro situata nella navata sinistra della Basilica. È del 1794 e fu intagliata da Giovanni Corsi, verosimilmente un napoletano trasferitosi a Bari
La scultura la mattina passa con il baldacchino tra le viuzze strette e anguste di Bari Vecchia, fino ad arrivare al Molo San Nicola
Qui è imbarcata sul peschereccio che il giorno prima aveva accolto il quadro...
...alla presenza dei tanti pellegrini accorsi in città. In barese questi ultimi vengono soprannominati “ziazì”
E tra il volo delle Frecce Tricolori (ormai un’abitudine per la sagra)...
...e passeggiate sul lungomare...
...all’insegna di salsicce e birra...
...la statua rimane sulla “caravella” sino a sera, quando viene portata per l’ultima processione in Piazza del Ferrarese...
...lì dove l’attende ogni anno un altare...
...circondato dalle luminarie
E in tarda serata, a concludere la giornata, ci sono gli attesi e colorati fuochi d’artificio, esplosi dal Molo Sant’Antonio
Infine il 9 maggio, il giorno della “festa dei baresi”, chiamata così perché non vede più la presenza dei pellegrini in città. Fulcro della celebrazione è il prelievo della Santa Manna, il liquido che fuoriesce dalle ossa del patrono