Tutte le gallerie
Fotogallery
La dimenticata storia della Galilea
Era salpata da Patrasso in direzione Bari la mattina del 28 marzo 1942, ma nel porto del capoluogo pugliese non ci arrivò mai, inghiottita dal mare a poche miglia dalla costa greca. Questa fu la sorte della nave Galilea, piroscafo militare italiano colpito da un missile inglese durante la Seconda Guerra Mondiale. Una vicenda che, seppur drammatica, continua a essere poco conosciuta e raccontata. Eppure nel tragico evento persero la vita ben 1075 persone. I superstiti furono infatti solo 280 su un tolale di 1355 passeggeri
7 fotografie
Era partita da Patrasso in direzione Bari la mattina del 28 marzo 1942, ma nel porto del capoluogo pugliese non ci arrivò mai, inghiottita dal mare a poche miglia dalla costa greca. Questa fu la sorte della nave Galilea, piroscafo militare italiano colpito da un missile inglese durante la Seconda Guerra Mondiale
Una vicenda che, seppur drammatica, continua a essere poco conosciuta e raccontata. Eppure nel tragico evento persero la vita ben 1075 persone. I superstiti furono infatti solo 280 su un totale di 1355 passeggeri
Nel Meridione a ricordare la triste vicenda si trova solo un monumento posto in piazza Matteotti a Capurso...
...su cui sono incisi i nomi dei caduti del paese
E poi c’è il Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari, dove sono ospitate alcune salme recuperate sulle spiagge greche
Tra i deceduti si contarono anche diversi pugliesi che facevano parte dell’equipaggio o che, in qualità di carabinieri, stavano scortando alcuni prigionieri civili greci. Uno di loro era Carlo Capobianco, 39enne di Capurso...
il cui nipote quest’anno ha pubblicato un volume per ricostruire al meglio i fatti avvenuti nel 1942. Il libro si intitola “L’affondamento del Galilea” e l’autore è un 64enne triggianese, ex maresciallo dell’Esercito, che porta il nome e il cognome del nonno ucciso durante il conflitto