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La comunità senegalese in Puglia

Bari 9 foto 7 December 2019

Hanno la musica nel sangue, una statura più elevata del comune e si fanno in quattro per spedire denaro alle famiglie rimaste nel Paese d'origine. É questa la fotografia della comunità senegalese di Puglia: 17mila persone sparse in tutta la regione, perlopiù dedite al commercio ambulante e tutte accomunate da un'attitudine all'ospitalità chiamata "teranga"

9 fotografie
Hanno la musica nel sangue, una statura elevata e si fanno in quattro per spedire denaro alle famiglie del Paese d'origine. É la fotografia dei 17mila senegalesi sparsi in Puglia. «Molti si appoggiano su dei conoscenti già approdati in Italia - spiega il 57enne Massimo Navach, console onorario del Senegal in Puglia - o sulla Mourid, la loro principale confraternita musulmana»
Hanno la musica nel sangue, una statura elevata e si fanno in quattro per spedire denaro alle famiglie del Paese d'origine. É la fotografia dei 17mila senegalesi sparsi in Puglia. «Molti si appoggiano su dei conoscenti già approdati in Italia - spiega il 57enne Massimo Navach, console onorario del Senegal in Puglia - o sulla Mourid, la loro principale confraternita musulmana»
«Abbiamo il ritmo nel sangue», afferma sicuro l’artista 58enne Ibou Mboye, nato a Dakar ma “barese” da ben 33 anni, protagonista dell’ultima celebrazione della festa dell'indipendenza senegalese all'Officina degli esordi a Bari
«Abbiamo il ritmo nel sangue», afferma sicuro l’artista 58enne Ibou Mboye, nato a Dakar ma “barese” da ben 33 anni, protagonista dell’ultima celebrazione della festa dell'indipendenza senegalese all'Officina degli esordi a Bari
A farla da padrone in questi casi è l’amore per la musica e ovviamente il genere mbalax, conosciuto in tutto il mondo grazie al celebre cantante Youssou N'Dour
A farla da padrone in questi casi è l’amore per la musica e ovviamente il genere mbalax, conosciuto in tutto il mondo grazie al celebre cantante Youssou N'Dour
«Di solito nelle esibizioni indosso abiti sgargianti tipici del griot - afferma Ibou -, cantastorie tradizionale che un tempo allietava con i suoi racconti i sovrani del Senegal»
«Di solito nelle esibizioni indosso abiti sgargianti tipici del griot - afferma Ibou -, cantastorie tradizionale che un tempo allietava con i suoi racconti i sovrani del Senegal»
«Tra i nostri strumenti tipici c’è il sabar – incalza il musicista -, tamburo con tiranti in legno e una superficie di pelle di capra, sulla quale si possono utilizzare sia le mani sia le bacchette...»
«Tra i nostri strumenti tipici c’è il sabar – incalza il musicista -, tamburo con tiranti in legno e una superficie di pelle di capra, sulla quale si possono utilizzare sia le mani sia le bacchette...»
«...senza dimenticare lo djambè, che invece è dotato di tiranti in corda e il tama, posizionato sotto le ascelle e capace di produrre suoni che ricordano vagamente la voce umana»
«...senza dimenticare lo djambè, che invece è dotato di tiranti in corda e il tama, posizionato sotto le ascelle e capace di produrre suoni che ricordano vagamente la voce umana»
Più raccolta è l’atmosfera dell’altra ricorrenza principale, il Magal Touba, con cui si ricorda lo sceicco Amadou Bamba, fondatore della corrente dei Mourid
Più raccolta è l’atmosfera dell’altra ricorrenza principale, il Magal Touba, con cui si ricorda lo sceicco Amadou Bamba, fondatore della corrente dei Mourid
«In patria si usa fare un pellegrinaggio a Touba – precisa Ali, 26enne senegalese che studia all'Università di Bari – la seconda città santa dell’islam dopo La Mecca. Noi l’anno scorso ci siamo accontentati di riunirci in una sala affittata per l’occasione ad Acquaviva delle Fonti»
«In patria si usa fare un pellegrinaggio a Touba – precisa Ali, 26enne senegalese che studia all'Università di Bari – la seconda città santa dell’islam dopo La Mecca. Noi l’anno scorso ci siamo accontentati di riunirci in una sala affittata per l’occasione ad Acquaviva delle Fonti»
«Non è un momento per ballare – continua il giovane – ma per pregare e leggere il Corano tutti assieme»
«Non è un momento per ballare – continua il giovane – ma per pregare e leggere il Corano tutti assieme»