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La comunità libanese di Bari

Bari 19 foto 11 April 2026

«Bari mi ricorda Jbeil, per il mare, la gente, il clima». Sono le parole della 23enne Marianna Sleiman, ragazza che fa parte della comunità libanese del capoluogo pugliese: un gruppo di una ventina di persone che studiano e lavorano in città. Il tutto lontano dal proprio Paese, da sempre caratterizzato da instabilità politica, tensioni interne e conflitti con il vicino Israele. Abbiamo incontrato alcuni di loro nel ristorante “Beirut”, aperto da febbraio di quest’anno in via Marchese di Montrone e divenuto in poco tempo un punto di riferimento per i libanesi “baresi” (foto di Rafael La Perna)

19 fotografie
Abbiamo incontrato alcuni libanesi nel ristorante “A Beirut”, aperto da febbraio di quest’anno in via Marchese di Montrone e divenuto in poco tempo un punto di riferimento per la comunità
Abbiamo incontrato alcuni libanesi nel ristorante “A Beirut”, aperto da febbraio di quest’anno in via Marchese di Montrone e divenuto in poco tempo un punto di riferimento per la comunità
Una volta entrati nel locale veniamo catapultati in un luogo che profuma di Medioriente. C’è un narghilè appoggiato a una parete...
Una volta entrati nel locale veniamo catapultati in un luogo che profuma di Medioriente. C’è un narghilè appoggiato a una parete...
...una teiera decorativa con scritte in arabo...
...una teiera decorativa con scritte in arabo...
...quadretti...
...quadretti...
...e tele sui quali è raffigurata la bandiera bianco e rossa del Libano con l’iconico cedro verde
...e tele sui quali è raffigurata la bandiera bianco e rossa del Libano con l’iconico cedro verde
E poi fotografie...
E poi fotografie...
...piatti decorativi, cestini artigianali...
...piatti decorativi, cestini artigianali...
...e un’immagine di Fairuz, simbolo della musica libanese
...e un’immagine di Fairuz, simbolo della musica libanese
Ad accoglierci è la proprietaria: la 30enne Nour Eljoundi (al centro nella foto con i capelli rossi): è originaria di Saida, città del sud del Libano
Ad accoglierci è la proprietaria: la 30enne Nour Eljoundi (al centro nella foto con i capelli rossi): è originaria di Saida, città del sud del Libano
È Nour a occuparsi direttamente della cucina, preparando personalmente tutti i piatti del menù. Tra questi la kebbé (polpette a base di carne e cereali)...
È Nour a occuparsi direttamente della cucina, preparando personalmente tutti i piatti del menù. Tra questi la kebbé (polpette a base di carne e cereali)...
...l’halloumi (formaggio grigliato)...
...l’halloumi (formaggio grigliato)...
...il muhammara (crema a base di peperoni) e l’hummus (crema di ceci)
...il muhammara (crema a base di peperoni) e l’hummus (crema di ceci)
Ad aiutare Nour c’è il 22enne Youssef Hijabi, impiegato come cameriere. Scappato dal Libano quand’era bambino, ha trovato accoglienza in Svezia per poi trasferirsi a Bari, città dove risiede dal 2024 grazie a un permesso di soggiorno per protezione internazionale
Ad aiutare Nour c’è il 22enne Youssef Hijabi, impiegato come cameriere. Scappato dal Libano quand’era bambino, ha trovato accoglienza in Svezia per poi trasferirsi a Bari, città dove risiede dal 2024 grazie a un permesso di soggiorno per protezione internazionale
Lavora nel locale anche la 19enne Rayan Meslmani, giunta sei mesi fa dal sud del Libano per studiare Biologia. Rayan indossa il velo, ma afferma di non aver mai vissuto episodi di discriminazione, nonostante il suo aspetto poco occidentale
Lavora nel locale anche la 19enne Rayan Meslmani, giunta sei mesi fa dal sud del Libano per studiare Biologia. Rayan indossa il velo, ma afferma di non aver mai vissuto episodi di discriminazione, nonostante il suo aspetto poco occidentale
Ed ecco che pian piano nel locale vediamo entrare persone di tutte le età, tutte originarie del “Paese dei cedri”. Tra loro c’è la 23enne Marianna Sleiman, che viene da Batroun e frequenta il secondo anno di un master in Agricoltura
Ed ecco che pian piano nel locale vediamo entrare persone di tutte le età, tutte originarie del “Paese dei cedri”. Tra loro c’è la 23enne Marianna Sleiman, che viene da Batroun e frequenta il secondo anno di un master in Agricoltura
Anche Yasmine Nehme ha 23 anni: studia Medicina. Lei è figlia di un medico che ha studiato proprio a Bari. «Voglio fare come lui – afferma decisa –: una volta presa la laurea tornerò nella mia terra che ha tanto bisogno di aiuto»
Anche Yasmine Nehme ha 23 anni: studia Medicina. Lei è figlia di un medico che ha studiato proprio a Bari. «Voglio fare come lui – afferma decisa –: una volta presa la laurea tornerò nella mia terra che ha tanto bisogno di aiuto»
C’è poi chi è a Bari da diversi anni. È il caso del 57enne Marwan Kabbar, mediatore culturale arrivato nel lontano 1988. «Bari è la mia città: l’ho vista cambiare nel tempo e divenire più sicura e accogliente»
C’è poi chi è a Bari da diversi anni. È il caso del 57enne Marwan Kabbar, mediatore culturale arrivato nel lontano 1988. «Bari è la mia città: l’ho vista cambiare nel tempo e divenire più sicura e accogliente»
È in Puglia da 35 anni anche la 57enne Lina Al Bitar. Lei si definisce “libarese”, perché sospesa tra due mondi: il libanese e il barese
È in Puglia da 35 anni anche la 57enne Lina Al Bitar. Lei si definisce “libarese”, perché sospesa tra due mondi: il libanese e il barese
Lei è autrice del romanzo autobiografico “Laila, figlia dei cedri e del mare”, in cui racconta la sua vita tra il Libano segnato da decenni di guerra e l’Italia, diventata negli anni la sua seconda casa
Lei è autrice del romanzo autobiografico “Laila, figlia dei cedri e del mare”, in cui racconta la sua vita tra il Libano segnato da decenni di guerra e l’Italia, diventata negli anni la sua seconda casa