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La collezione di insetti del Campus
Ci sono centinaia di coleotteri, svariate specie di libellule, coloratissime farfalle, api, zanzare, grilli, vespe, formiche, cavallette giganti e “sfingi testa di morto”. Quella di cui parliamo è un’incredibile collezione di 40mila insetti conservata all’interno della facoltà di Agraria del Campus universitario di Bari. Qui infatti, oltre a una serie di musei dipartimentali aperti al pubblico, si trovano anche delle raccolte riservate allo studio e alla ricerca. Tra queste proprio quella degli insetti essiccati, provenienti da tutto il Sud Italia: una serie che continua ad arricchirsi di giorno in giorno e che è qui dal 1971, quando l’Università l’acquisì dall’entomologo romano Omero Castellani (foto di Rafael La Perna)
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La collezione di 40mila insetti è conservata all’interno della facoltà di Agraria del Campus universitario di Bari
Ad accoglierci è il curatore della raccolta, il professor Enrico de Lillo...
...il quale prima di farci scoprire il “museo” ci mostra una serie di precisi disegni scientifici realizzati a mano con pennini e inchiostro
«Continuiamo a raffigurare a mano gli insetti - sottolinea il docente -: la fotografia infatti non riesce a mettere a fuoco i dettagli di soggetti di piccolissime dimensioni che noi naturalmente osserviamo con il microscopio»
Ma è arrivato il momento di aprire gli armadi lì dove sono conservate le “scatole entomologiche”: le teche che raccolgono gli insetti
Rimaniamo subito ammaliati dai colori sfavillanti delle farfalle, rinvenute in gran parte nella zona di Castel del Monte
Spiccano le ali di color arancione brillante costellate di punti neri della Lycaena phlaeas, appartenente all’ordine dei Lepidotteri (in foto posizionate in sesta riga)
La collezione vanta anche esemplari di falene. Catturano la nostra attenzione le rosse ali delle Zygaena erythrus...
...ma osserviamo anche la specie Herse convolvuli, della famiglia Sphindigiae. Si tratta di grosse farfalle notturne dal colore bruno- grigiastro, chiamate così perché le larve si sviluppano sulle piante di convolvolo
In un’altra teca ecco l’ordine dei coleotteri
Ammiriamo il Lucanuscervus, meglio noto come “cervo volante”: deve il suo nome alle grandi corna usate nei combattimenti
Ma anche il meno aggraziato Cerambyx cerdo (in alto a sinistra), meglio conosciuto come “cerambice della quercia” perché si ciba del legno di quell'albero. Ha un addome nero e lucido con lunghe antenne rivolte all’indietro che possono arrivare anche fino a 11 centimetri
Infine lo “scarabeo stercorario” (la coppia a destra), che produce pallottole con lo sterco di animali che riusa come riserva di cibo o per proteggere le uova: era sacro per gli Egizi che lo rappresentavano come il simbolo del sole
Ci imbattiamo poi tra gli insetti saltatori per eccellenza: gli ortotteri, conosciuti come grilli, locuste e cavallette
Ci imbattiamo poi negli gli ortotteri, gli insetti saltatori per eccellenza: grilli, locuste e cavallette
Tra quest’ultime spicca la Saga pedo, meglio nota come “cavalletta gigante europea”, rinvenuta nei pressi di Minervino, Cassano e Altamura. È un insetto raro, inserito nelle cosiddette “liste rosse”: cataloghi che riportano le specie a rischio di estinzione
Altro animale molto particolare (anch’esso facente parte della lista suddetta) è l’Acherontia atropos, meglio nota come la “sfinge testa di morto”, così chiamata per la presenza, sul torace, di un disegno che ricorda la forma di un teschio