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La collezione dell'uniformologo barese
Una delle prime divise mimetiche adottate dall'Esercito italiano, un cimiero della cavalleria "Savoia" e un elmo inglese modello "Pichelhaube" che vale ben 3500 euro. Sono solo alcuni dei preziosi pezzi della collezione di abbigliamento da guerra conservata da Piero Violante, 68enne “uniformologo” barese, cioè appassionato di storia dell'equipaggiamento bellico.Piero conserva gelosamente la collezione nel suo garage, ma in questi giorni parte della raccolta è esposta in una mostra all'interno di Palazzo Gioia, a Corato (foto di Luca Carofiglio)
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L'uniformologo barese Piero Violante, collezionista di abbigliamenti militari storici. E' accanto a un'uniforme da sergente maggiore della Grande guerra: il colletto rosso carminio è decorato con due stellette bianche e sulle spalle è appoggiato un porta caricatori in pelle
In una vetrina vicina spicca un cimiero impreziosito da fregi dorati e una vistosa croce in ferro, appartenuta un membro del glorioso reggimento "Savoia cavalleria"
In un'altra teca risaltano piccoli accessori come il portasigarette, la bussola e un’agenda militare ufficiale dell’anno 1916
Ci sono anche due elemetti particolari. «Risalgono rispettivamente al 1915 e al 1916: furono i primi colorati in grigio-verde mimetico in Italia», commenta Violante
Notiamo poi un altro copricapo interessante: è un Adrian, particolare modello scolorito dall'acqua ritrovato sul letto dell'Isonzo, il fiume goriziano tristemente famoso per le battaglie tra italiani e austroungarici avvenute tra il 1815 e il 1917
Ammiriamo in un angolo anche una divisa italiana "innovativa": prodotta nel 1919, fu la prima a caratterizzarsi per la tinta mimetica. Fino ad allora infatti i colori adottati erano quelli dell'attuale polizia di Stato
A poca distanza balzano all'occhio una maschera antigas inglese del 1917...
...e un casco d'annunziano con tanto di occhiali paravento...
...affiancato da una protezione interna che serviva ad attutire i colpi subiti dalla testa degli aviatori durante il volo
Ci sono anche un vistoso elmo dorato inglese...
...e un modello di "Pichelhaube". «È un caratteristico elmo a punta prussiano in ottone -. Oggi vale migliaia di euro»
Anche il suo fodero è prezioso: ne sono rimasti pochissimi esemplari in circolazione, visto che la tela con cui erano fabbricati era parecchio deperibile
E infine quello che forse è il reperto più curioso: la divisa del barese Antonio Grimaldi, spirato a 20 anni sul Carso. «Mi è stata donata dai suoi discendenti - conclude Piero - e vale duemila euro. Le stellette che vedete sul colletto furono spostate in seguito nei modelli successivi sui polsi: erano un pericoloso segno di riconoscimento per il nemico pronto a sparare»