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La caratteristica Capurso
Capuros è un paese di 15mila abitanti situato a una decina di chilometri a sud-est di Bari: è caratterizzato dalla “miracolosa” cappella della Madonna del Pozzo, da una tradizione secolare nella produzione di merletti , da feste popolari come la "Fanoje" e per aver dato i natali a quello che forse è il comico più amato d’Italia: Checco Zalone. Nonostante ciò, basta farsi un giro per le strade del centro cittadino per ascoltare il malcontento da parte dei suoi abitanti, riguardanti non solo la mancanza di attività e “divertimenti”, ma anche l’assenza di una vera politica culturale che possa portare, perché no, turismo (foto di Gennaro Gargiulo)
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La Cappella del Pozzo, piccolo edificio in pietra bianca situato in largo Piscino, a pochi passi da via Noicattaro.
La chiesa risale al 1706 e contiene al suo interno il "miracoloso" Pozzo di Santa Maria
La cappella si trova per l’appunto nel pozzo, in una grotta, nella quale è possibile accedere attraverso una rampa. Una decina di scalini portano nella cavità dove subito notiamo un altarino sovrastato da un quadro grazioso: raffigura Maria con in braccio il Messia benedicente
Sulla sinistra poi sono ben visibili le fontane in marmo da cui sgorga la preziosa acqua dal potere "rigenerante"
Raggiungiamo l'imponente e bianco Santuario-Basilica di Santa Maria del Pozzo. Ultimato nel 1778 in stile tardo barocco è composto dalla chiesa vera e propria e dall'annesso convento alcantarino
Superiamo l'ampissimo sagrato ed entriamo. L'interno, a pianta basilicale, è costituito da un'unica grande navata scandita dal succedersi di cappelle laterali. Qui il leitmotiv è costituito dalla presenza di marmi pregiatissimi
Abbandoniamo ora la Basilica e prendiamo fiato nei giardini pubblici adiacenti, ristrutturati da qualche anno
Visitiamo la chiesa del Santissimo Salvatore, ubicata alle porte del centro storico. La struttura è stata eretta nel 1541 secondo dettami dell'architettura romanica
All'interno dove balzano agli occhi le massicce colonne marmoree e il raffinato pagliotto che riveste l'altare e rappresenta i discepoli di Emmaus
Da qui accediamo nel groviglio di viuzze del borgo antico...
...caratterizzato da strade abbastanza sconnesse
Scarpinando lungo i vicoli ci facciamo largo tra palazzi bassi e fatiscenti, bisognosi di un restyling che li possa rendere pittoreschi alla vista dei visitatori
Giungiamo nel cuore del rione: piazza Antonio Gramsci, dominata da un anonimo porticato a ferro di cavallo che accoglieva fino a qualche anno fa il mercato comunale
Uscendo dal centro storico tramite via Pizzoli ci ritroviamo in un altro angolo che necessiterebbe di maggiori cure: i giardinetti antistanti la Chiesa di San Francesco
Nonostante la trascuratezza del luogo alcuni bambini giocano spensierati a pallone, ma la sensazione che tutto possa essere più "turistico" rimane viva