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La bella e nascosta Gravina
Gravina è un grosso paese in provincia di Bari situato al confine tra Puglia e Basilicata. Una cittadina dotata di un patrimonio paesaggistico e culturale invidiabile, fatto di antiche chiese, un lussureggiante “canyon” e un centro storico composto da pittoreschi caseggiati e strette viuzze. Ma nonostante ciò questo comune di 44mila abitanti continua a rimanere “nascosto” al turismo (foto di Nicola Imperiale)
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Iniziamo il nostro viaggio dalla pineta comunale, dalla quale è possibile ammirare in tutta la sua bellezza la gravina, il crepaccio calcareo della fossa bradanica attorno alla quale è stato costruito il paese
Non ci resta ora che immergerci nel centro storico, da cui accediamo attraverso un arco in pietra posto nei pressi di viale Orsini, di fronte a una torre dell’orologio costruita in stile neogotico che segna l’ora sin dal 1892
Il primo sito che troviamo è la chiesetta dell’Annunziata, del XV secolo, sconsacrata e normalmente chiusa al pubblico
La chiesa, formata da una sola navata, è sede degli incontri dei cavalieri di Malta, come testimoniano le bandiere con la croce rossa su sfondo bianco
In piazza della Repubblica sorge il Palazzo Ducale degli Orsini, i signori che ressero Gravina dal XIV fino all’inizio del XIX secolo. Edificato agli inizi del 600 è stato trasformato in una struttura alberghiera
Facciamo un salto nel vicino centro informazioni per sapere quando visitare le chiese rupestri di San Michele alle grotte (nell'immagine) e Santa Maria della Stella, ma con dispiacere veniamo a sapere che l’ingresso è a pagamento (3 euro a sito), persino per i giornalisti
Passeggiamo per le strade del caratteristico rione Fondovico, con le sue case messe quasi a incastro, i tetti spioventi e le scalinate in pietra antiche quanto ripide
...e le scalinate in pietra antiche quanto ripide
Fino a raggiungere il ponte bianco della Madonna della Stella. Costruito in intorno al 1600, alto 37 metri e lungo 90...
...serviva ai fedeli per attraversare il torrente sottostante e raggiungere la chiesetta rupestre di cui porta il nome
Lo attraversiamo per ammirare dall’altra parte il centro storico...
...su cui svetta il campanile del duomo
Su questo lato del crepaccio scopriamo anche il parco archeologico Padre Eterno con la sua piccola chiesa-grotta. Il sito è in pratica lasciato a se stesso e spesso è stato oggetto di vandalismo
Attraversiamo quindi nuovamente il ponte e torniamo in centro. Prendiamo corso Aldo Moro per raggiungere il particolare santuario della Madonna delle grazie: una chiesa del 1602 che riproduce sulla sua facciata una grande aquila con tre torri, stemma del vescovo Giustiniani, suo committente
Raggiungiamo ora gli edifici religiosi che precedentemente avevamo trovato chiusi. Il primo è la chiesa di Santa Maria del Suffragio...
...sul cui timpano del portone d’ingresso si scorgono inquietanti statue raffiguranti degli scheletri. La struttura è nata infatti nel 1649 con la funzione di cappella funeraria della famiglia Orsini
Una volta entrati ci soffermiamo davanti all’altare maggiore, al centro del quale si trova un quadro che rappresenta la Madonna del Suffragio del pittore Francesco Guarini
Successivamente ci dirigiamo nella vicina e maestosa Concattedrale di Santa Maria Assunta: il duomo di Gravina, sulla cui facciata spicca un grande rosone
Scendiamo al piano di sotto: siamo nella chiesa inferiore di Santa Croce, all’interno della quale si trovano delle antiche tombe. Le pareti sono tutte affrescate con dipinti del 500
All’interno anche un altare in pietra del Seicento
Non ci resta ora che entrare nella cattedrale: si tratta di una chiesa a tre navate, di cui quella centrale è sorretta da sette paia di archi a tutto sesto, poggiate su colonne con capitelli
Voltandoci verso l’ingresso vediamo la luce del sole pomeridiano filtrare attraverso il rosone e illuminare le panche dei fedeli