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La Bari Vecchia più vera
Una zona periferica del centro storico in cui la movida non è mai arrivata, in cui non si sono mai visti pub e bar e che, al contrario, continua a essere vissuta dai barivecchiani, che popolano i tanti “sottani” sparsi tra le sue strettissime viuzze. L’area di cui parliamo è quella più settentrionale della città vecchia, che si estende attorno a Piazza San Pietro: un angolo poco battuto dai turisti, ma che conserva al suo interno tante piccole particolarità fatte di archi pittoreschi, vecchie edicole, resti di chiese antiche e statue leggendarie (foto di Francesco De Leo)
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Il nostro viaggio nella “Bari Vecchia più vera” inizia proprio da piazza San Pietro, largo da qualche anno liberato dalle auto e circondato da numerose palazzine alcune delle quali confiscate alla criminalità
Costeggiamo quindi la grande area archeologica di San Pietro, che prende il nome da una grande chiesa del XII secolo che sorgeva qui un tempo...
...e ci dirigiamo verso via Venezia
Poco prima però ci sorprende sulla destra una palazzina che reca al centro tre arcate che vanno a formare un piccolo loggiato
L’armonia delle forme della seppur malmessa facciata, assieme ai colorati panni stesi ad asciugare su uno stendino, regala una sorta di emblematica “cartolina” di questa parte di Bari
Salendo le scale che conducono al terrazzino veniamo poi rapiti da una grande edicola della Madonna di Costantinopoli con ai lati Sant’Antonio e San Rocco posta su una parete. Si tratta di un olio su rame di Michele Montrone, grande artista “sacro” attivo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900
Scendiamo dal loggiato e giriamo subito a destra in strada Santa Scolastica...
...che prende il nome dal complesso monastico dell’XI secolo che sorge alla punta estrema del centro storico, oggi sede del Museo Archeologico cittadino
La stradina conduce a un sito di grande interesse storico: la Chiesa di Santa Maria del Buonconsiglio o meglio ai suoi resti, visto che ciò che appare ai nostri occhi sono solo il pavimento e le colonne del tempio risalente al IX-X secolo e abbattuto nel 1939
Al centro della parete in pietra che affianca le colonne si trova una porticina di color arancione. Quello è l’ingresso di un piccolo locale dove da più 45 anni a questa parte il 73enne signor Bartolomeo Scorcia, detto “Meuccio”, costruisce bellissimi modellini di navi
Giriamo ora sinistra per Vico Forno Santa Scolastica...
...lì dove sotto un arco è posta una delle numerose edicole votive che è possibile incontrare tra queste stradine. È stata restaurata da poco e raffigura la Madonna con Anime Purganti
Sulla via una porticina...
...dà accesso a un cortile che presenta arcate in pietra medievali. Probabilmente appartenevano a un chiostro di monaci basiliani, un tempo annesso alla chiesa di Santa Maria dell’Annunziata...
...il cui campanile si staglia nel vicino largo omonimo. È ciò che resta dell’antico tempio abbattuto nel 1955 poichè danneggiato dall’esplosione della nave Henderson nel Porto, durante la Guerra
Da Largo Annunziata raggiungiamo Corte Capretti e giriamo a sinistra per entrare in strada Vanese...
...che culmina nell’arco inflesso dallo stesso nome, risalente al XV secolo e restaurato del 700 dal Capitolo, un collegio di sacerdoti che vi aggiunse una targa in latino e un emblema
Fino alla costruzione del lungomare avvenuta tra gli anni 20 e 30 del 900, è stata questa la porta d’ingresso al centro storico per chi arrivava in barca
Nei pressi dell’arco si trova anche una “cape de fiirre”, tra le poche fontane pubbliche in ferro sopravvissute in città
Torniamo indietro in corte Capretti e, superando un’anziana signora intenta a spazzare per terra, ci dirigiamo su strada Arco Spirito Santo
Qui attraversiamo un pittoresco arco con la volta dipinta con delle stelle il quale ospita l’edicola della “Madonna gnore”, posta tra i santi Giuseppe e Nicola
Ha indosso un abito azzurro e viola che la leggenda vuole si tinga di nero quando è in arrivo una disgrazia
Giriamo ora a destra su via Martinez, lì dove ci accoglie una delle case-torri ancora visibili a Bari Vecchia. La struttura in pietra, con tre finestre dislocate sui tre diversi piani ordinate per grandezza dal basso verso l’alto, presenta l’ingresso murato
La torre è posta ad angolo con Corte Moscatelli, lì dove troviamo una donna alle prese con un accurato lavaggio del piano stradale
Questa zona di Bari Vecchia d’altronde è piena di sottani, le piccole abitazioni poste a piano a terra caratteristiche del centro storico
Imbocchiamo ora la via detta piazza 62 Marinai...
...lì dove ci sorprende l’Arco San Rocco, detto anche u u-àrche inde o u u-àrche (“l’arco nell’arco”). Entrando sembra quasi di trovarsi in una grotta
Basso e rustico, dopo una piccola edicola consacrata alla Madonna si biforca in altri due archi, che conducono in due diverse corti, tra cui la segnalata Corte Garritta
La strada porta alla Chiesa di San Gregorio e quindi alla Basilica...
...ma noi giriamo a destra in strada Quercia, per essere condotti in un largo all’interno del quale, sotto il balcone di un palazzo...
...è incastonata la “Cape du turchie”. La leggenda vuole che si tratti della baffuta testa del governatore Mufarrag, il quale durante la dominazione saracena di Bari, tra l’847 e l’872, ebbe l’ardire di sfidare la “Befanì”