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La Bari degli anni 60
Il movimento giovanile, l’esplosione della moda, i primi juke box, il rock and roll. Sono i tratti tipici dei favolosi anni 60, quelli che segnarono il definitivo risveglio dell’Europa e dell’Italia dopo anni dominati da dittature, guerre e faticose ricostruzioni. L’onda arrivò anche a Bari, che accolse la nuova gioia di vivere con locali, bar, ristoranti e tante feste. Attraverso una serie di foto d’epoca reperite grazie alla pagina Facebook “Bari…tanto tempo fa” e con l’aiuto dell’appassionato 78enne Paolo Marturano, abbiamo cercato di ricostruire la vita (soprattutto serale) del capoluogo pugliese in quegli anni
18 fotografie
L’onda degli anni 60 arrivò anche a Bari, mentre ragazzi in blue jeans e minigonne passeggiavano spensierati tra le vie della città, magari accompagnati dalle scenette e battute del mitico artista di strada Piripicchio
Il lungomare sud di Bari un tempo era molto “vivace”. Dove adesso inizia Torre Quetta negli anni 60 si trovava il "Transatlantico", un elegante ristorante sul mare
Altro punto di riferimento era "La Sirenetta"...
...si trovava sempre sul Lungomare Sud di Bari, poco dopo l'attuale lido Il Trullo
La Sirenetta era il ristorante dei matrimoni: in tantissimi infatti la sceglievano come location per il proprio "grande giorno"
Peppino di Capri ospite alla Sirenetta. Il cantante napoletano frequentava spesso il locale assieme a Patty Pravo
Ma se le grandi sale erano i posti delle occasioni speciali, i giovani preferivano chiaramente i cinema, come l'allora funzionante Margherita...
...e i bar. La vera zona nevralgica della “movida” barese era Corso Cavour, che accoglieva tra gli altri il Grand’Italia...
...il Mokador (collocato all’angolo via Imbriani)
E naturalmente sempre su corso Cavour, ad angolo con corso Vittorio Emanuele, imperava il grattacielo della Motta, costruito nel 1955 ed ora sede di negozi e uffici
C’erano naturalmente anche locali notturni (antesignani delle discoteche) per giovani più benestanti, che potevano permettersi quote d’ingresso e cocktail. Tra i primi ci furono la Tavernetta del Palace Hotel...
...e il Cellar, inaugurato nel 1968 in Via Principe Amedeo che ospitava serate di danze e spettacoli ed esibizioni di complessi tra i quali il gruppo barese “Southern Jazz Ensamble”
Con l’arrivo dell’estate poi tutta Bari si riversava tra la Fiera e San Girolamo dove spopolavano il Trampolino e San Francesco. Il primo, nato intorno agli anni 50 con il nome Lido Eden, era quello frequentato dalla cosiddetta “Bari bene”...
...mentre San Francesco, sorto negli anni 30 come spiaggia del Levante, era molto più popolare. Lo stabilimento era collegato alla città da un filobus ad hoc: il “PL” (Petruzzelli-Lido)
Fu proprio in questi stabilimenti (qui è San Francesco) che le donne baresi iniziarono a sfoggiare i primi bikini, segno di una vera e propria rivoluzione del costume
In quegli anni poi via Sparano non era ancora diventata zona pedonale ed era percorribile dalle macchine in entrambi i sensi. Già comunque all’epoca era questa la strada dei negozi. C’erano i grandi magazzini Upim, all’interno del palazzo della Rinascente ad angolo con via Piccinni...
...e poi tanti piccoli esercizi commerciali come Simone, un negozio di abbigliamento per bambini che si trovava di fronte alla chiesa di San Ferdinando
...o quello di scarpe con la famosa pubblicità “Cammina, cammina, chi calza Leopoldina”