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L'ossario di Massafra
Un gruppo di volontari guidati dal proprio parroco intraprende la ristrutturazione dell'amata chiesetta del quartiere, quand’ecco che durante la rimozione del pavimento avviene un’inaspettata scoperta: sotto di loro si apre una cripta nascosta e vengono alla luce migliaia di ossa umane. Sembra la trama di un libro ma è ciò che è accaduto realmente una ventina di anni fa ad alcuni cittadini di Massafra. Il luogo del ritrovamento è la trecentesca chiesa di San Toma, situata nell’omonimo quartiere del paese tarantino (foto di Flavia Giorgi)
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Il luogo del ritrovamento è la trecentesca chiesa di San Toma, situata nell’omonimo quartiere del paese tarantino. Il piccolo e bianco edificio si trova incastonato tra due palazzine: è sempre chiuso e viene aperto solo per qualche evento
Un portone fatto di legno di rovere di Slovenia permette l’accesso all’unica navata, coperta da una volta a botte che poggia su archetti ogivali
Proseguiamo poi verso il presbiterio per ammirare un colorato affresco ottocentesco che rappresenta “L'incredulità di San Tommaso Apostolo”
Ma è la scala alla sinistra dell’altare l’oggetto del nostro vero interesse: sono quelli i gradini che permettono la discesa nell’ambiente sotterraneo
Dopo averli calcati infatti ci ritroviamo nella chiesa rupestre originaria, quella che fu utilizzata dal Medioevo fino all’800 come cripta funeraria
La prova è davanti a noi: sul pavimento sono presenti nove tombe appartenute a famiglie nobili e realizzate tra il XVI e il XVII secolo
Ed ecco che posate sulla pietra nuda “ammiriamo” centinaia di frammenti umani: teschi, clavicole, femori, coste...
...siamo di fronte a parte dell’ossario rinvenuto alla fine del secolo scorso all’interno di un’antica cisterna
Notiamo anche una grata in pietra che affaccia sul piano superiore. Si tratta di un colatoio che veniva usato per i rituali di tanatomerfosi destinati ai corpi dei sacerdoti: venivano liberati dai liquidi corporei, mummificati e sepolti in tombe poste nella chiesa moderna
La nostra guida, il 57enne Fernando, ci racconta di quando lui e altri volontari scoprirono la cripta, evento immortalato da alcune fotografie fissate su una parete della chiesa principale