Tutte le gallerie
Fotogallery
L'eclettica Villa Rosa, la dimora sul mare
Il suo stile eclettico neomedievale, le fini merlature e il caratteristico torrino che la fanno assomigliare a un piccolo castello, la rendono una delle residenze più particolari di Bari. Sono questi i tratti caratteristici di Villa Rosa, dimora degli inizi degli anni 30: tra le poche rimaste in città ad affacciarsi sul Mar Adriatico. Il suo prospetto svetta infatti su via Umberto Giordano, tra San Cataldo e San Girolamo, a ridosso dello storico lido San Francesco (foto di Rafael La Perna)
32 fotografie
Villa Rosa, dimora degli inizi degli anni 30: tra le poche rimaste a Bari ad affacciarsi sul Mar Adriatico
Il suo prospetto svetta infatti su via Umberto Giordano, tra San Cataldo e San Girolamo...
...a ridosso dello storico lido San Francesco
L’immobile fa parte di un esiguo numero di dimore ancora presenti in quella zona, costruite negli anni 20 e 30 del 900 (Villa Rosa è cerchiata di rosso)
Villa Rosa si nota subito per il suo caratteristico color ocra e i due livelli che si concludono con un fine torrino centrale
La facciata, con cantonali in bugnato, si compone al livello stradale di un porticato con cinque arconi ogivali...
...sorretti da pilastrini con fini capitelli e chiusi da vetrate
Il primo livello è invece contraddistinto da finestre ad arco (con sovrastanti decori a dentelli e a rosette), da un’elegante balconata centrale e da una merlatura sul parapetto
Stessi elementi che troviamo sul prospetto laterale...
...dove è presente anche una meridiana solare
A impreziosire ulteriormente la facciata principale, oltre al nome della villa...
...e a fini decori in ferro battuto...
...vi è un bassorilievo raffigurante San Nicola
Fino a poco tempo fa era presente anche un’effige del “Barione”: il più antico e misterioso simbolo della città. Il decoro era in cemento e ferro ma nel tempo era stato consumato dalla salsedine, così è stato rimosso
Sia questa villa che le due adiacenti, Lina e Iole, furono innalzate dal costruttore Nicola Calaprice per le sue figlie
Non ci resta ora che accedere all’immobile tramite un ampio portone in ferro
Diciamo subito che delle antiche decorazioni che un tempo abbellivano le stanze al primo piano (oggi utilizzate come magazzino) restano visibili soltanto alcuni soffitti dipinti
Nel vano di ingresso, alzando lo sguardo, ne notiamo subito uno ligneo, da cui pende un elegante lampadario in ferro
Oltre questo intravediamo uno sfondo color sabbia con una fitta trama geometrica e una ricca fascia perimetrale con decorazioni vegetali a grappoli d’uva
L’ambiente successivo mostra invece dei colori più tenui con un “cielo” formato da cerchi e rombi al cui centro vi è un “rosone” con quattro pigne stilizzate
Ci spostiamo a sinistra in un’ampia sala, anch’essa impreziosita da un soffitto a cassettoni finemente dipinto. Nei due riquadri centrali ritroviamo la stessa raffigurazione presente nel vano di ingresso, separata da travi in legno che a loro volta “chiudono” delle fasce rettangolari
Su queste si fa spazio uno sfondo celeste con verdi tralci e gialli acini d’uva...
...e, in un tripudio di colori accesi, un raffinato decoro circolare centrale a forma di rosone con otto grappoli rossi
Sulle pareti laterali vediamo anche delle robuste cancellate nere con elementi geometrici. Un tempo quelle inferriate dividevano i vari locali del piano terra
Passiamo ora nell’ultima stanza attraverso una porta in legno grezzo e vetro, sovrastata da un quadro con una scura natura morta
Alzando lo sguardo notiamo un ulteriore decoro color sabbia con quadratini scuri, ai cui lati vi sono due raffigurazioni floreali circolari
Ritorniamo sui nostri passi e ci spostiamo nel vano scala...
...che conserva ancora l’elegante ringhiera originale
Salendo i gradini superiamo il primo ballatoio, dove incrociamo porte e finestre ornate da raffinate grate, per raggiungere l’ultimo piano della villa, dove si trova l’abitazione del proprietario
Entrando veniamo subito attratti da alcuni intricati disegni affissi su una parete del soggiorno. «Sono i modelli che venivano utilizzati dalla mia famiglia nella prima metà del 900, per realizzare i tappeti nella fabbrica del Villaggio Armeno di via Amendola», ci racconta Diran Timurian
Prima di lasciare l’edificio saliamo sulla terrazza. E da qui, proprio a ridosso dell’iconico torrino e guardando oltre le possenti merlature perimetrali...
...possiamo godere di un suggestivo scorcio dall’alto della spiaggia di San Francesco e del Mar Adriatico. Una vista privilegiata dall’alto dell’eclettica Villa Rosa