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L'arte del leggendario Piripicchio
Bombetta in testa, un garofano rosso sulla gicca nera, baffi a spazzolino e l’immancabile bastone di bambù in mano. Parliamo di Charlot? No, di Piripicchio: una maschera della commedia d’arte creata dall’artista barlettano Michele Genovese, che la portò in scena, per strada, dal Secondo dopoguerra sino alla fine degli anni 70. Alla morte di quest'ultimo, avvenuta nel 1980 a Bitonto, c’è però chi ha raccolto il suo testimone. Vito Guerra, cabarettista di Ceglie del Campo, ripropone infatti da allora lo stesso repertorio reso celebre dal suo predecessore
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Bombetta in testa, un garofano rosso sulla giacca nera, baffi a spazzolino e l’immancabile bastone di bambù in mano. Parliamo di Charlot? No, di Piripicchio...
...una maschera della commedia d’arte creata dall’artista barlettano Michele Genovese, che la portò in scena, per strada, dal Secondo dopoguerra sino alla fine degli anni 70
Un personaggio che divenne da subito molto popolare, regalando sorrisi e divertimento a diverse generazioni di pugliesi, attratti da gag e canzoni rimaste nella memoria collettiva (foto tratta da “L’ultima mossa. Omaggio a Piripicchio", a cura di Angelo Saponara)
Alla morte di Genovese, avvenuta nel 1980 a Bitonto, c’è però chi ha raccolto il suo testimone. Vito Guerra, cabarettista di Ceglie del Campo, ripropone infatti da allora lo stesso repertorio reso celebre dal suo predecessore
«Dopo l’addio di Michele decisi di interpretare il mitico Piripicchio – ci racconta l’oggi 76enne Vito -. Il motivo? Non volevo che si perdesse per sempre questa maschera, che rappresenta l’essenza dei grandi artisti di strada»
E così Guerra, accompagnato dalla fidata orchestra “U sciaraball” composta da fiati e percussioni, porta in scena le leggendarie scenette ideate da Genovese