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L'arte dei fratelli Spizzico tra le strade di Bari
Le loro opere sono disseminate tra le strade di Bari, all’interno di archi della città vecchia, sulle pareti dei quartieri periferici, ma anche negli androni di palazzi pubblici e privati. Parliamo dei capolavori firmati dai fratelli baresi Francesco e Raffaele Spizzico, una coppia di pittori, ceramisti, mosaicisti e decoratori che ha contrassegnato il Novecento artistico del capoluogo pugliese (foto di Sonia Carrassi)
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Quanti hanno notato che in vico de’Gironda, nei pressi di piazza Mercantile, si trova un prezioso crocifisso in ceramica?
È stato posto sotto quell’arco soprannominato “del piscio” per via del suo abbandono e degrado
Realizzato da entrambi i fratelli e donato da Raffaele alla città vecchia nel 1995, è da allora conservato in un’edicola votiva di colore azzurro protetta da un vetro
Accanto al Gesù, circondato da anime purganti...
...vi è trascritta la “preghiera del viandante”, le cui parole invitano coloro che passano a raccogliersi in un momento di riflessione e a trovare conforto nella preghiera
All’inizio della Muraglia invece, a proteggere l’entrata del discusso Palazzo Andidero...
...vi è la magnifica cancellata realizzata da Raffaele nel 1991, dieci anni dopo la morte di Francesco, avvenuta nel 1981
Strutturata in piccole formelle di bronzo ingabbiate in una griglia geometrica e modulare...
...conta su un gioco di spazi pieni e vuoti, di luci e di ombre, rivelando una dinamicità sorprendente
L’opera riflette appieno lo stile degli Spizzico: su alcune lastre spicca infatti il viso di una pomona, dea romana dei frutti e simbolo di abbondanza e fertilità, figura ricorrente all’interno della loro produzione
Ci spostiamo ora in corso Vittorio Emanuele, lì dove dal 1961 si staglia Palazzo Borea, opera degli architetti Vittorio Chiaia e Massimo Napolitano
Ad occupare una parete dell’atrio d’ingresso dell’edificio, vi è una splendida fontana a parete in ceramica, realizzata dai due artisti durante i lavori di costruzione dell’edificio
Richiama figure selvagge e primitive, strumenti percussivi e lance...
...con colori intensi che vanno dal viola al grigio cenere
Anche nel Palazzo della Presidenza della Giunta Regionale, sul lungomare Nazario Sauro, sono presenti opere dei fratelli: due pannelli realizzati nei primi anni 70 e donati dagli eredi alla Regione il 10 settembre scorso
Si tratta dei progetti di due mosaici, realizzati su carta applicata su legno di faggio. Nel primo sono ritratte le personificazioni femminili dei sette diversi rami del diritto, mentre il secondo raffigura una maestosa Giustizia, rappresentata come una donna dal lungo collo e dotata di grandissime ali
Siamo ora ad angolo tra corso Vittorio Veneto e viale Emanuele Orlando. Qui si erge la sede dell’Acquedotto Pugliese, che già all’esterno rivela, lungo il frontone di una pensilina, una serie di formelle in terracotta finemente intagliate
Ma è una volta entrati nell’atrio d’ingresso che si rivela la bellezza, con un adrone arricchito da una collezione di bassorilievi in bronzo patinati...
Furono creati nel 1991 dal solo Raffaele tramite la tecnica di fusione a cera persa
Anche quest’opera, come la cancellata di Palazzo Andidero, è strutturata come una griglia tra spazi pieni e vuoti, creando una dinamica alternanza tra luce ed ombra
Ultima tappa del nostro viaggio è la Fiera del Levante. Nella Sala del Consiglio Generale è infatti custodito un suggestivo olio su tela realizzato da entrambi i fratelli nel 1956 per l’allora Padiglione del Mezzogiorno, avente come tema “L’industrializzazione del Mezzogiorno”
Il medesimo tema è stato ripreso nei tre pannelli di graffiti realizzati nello stesso periodo, ora conservati nel Museo del Cinema