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L'antico gioco del pisticchio
C’è un gioco all’aria aperta che si è “estinto” ben prima che la tecnologia diventasse imperante: parliamo del cosiddetto “pisticchio” (u pestìcchie). Si trattava di un semi-sport rimasto in voga sino agli anni 50 del secolo scorso, quando la crescente urbanizzazione e l’aumento del traffico automobilistico cominciarono a ridurre notevolmente le aree in cui era possibile riunirsi per giocare. Ma qual erano le regole del gioco? A spiegarcele è un prezioso video trasmesso nel 1971 dalla Teche Rai: mostra, tramite riprese in bianco e nero, un’intera partita giocata da quattro ragazzini baresi nel quartiere Stanic
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Protagonista del gioco era il pisticchio: un legnetto arrotondato lungo circa 10 centimetri e affusolato come un sigaro
Il pisticchio doveva essere colpito a un’estremità con un altro pezzo di legno lungo 35 centimetri e largo 8: la "stàcciue" (una tavola piatta simile a quella usata per arricciare i polpi)
Il momento iniziale del “tocco”, che serviva a sorteggiare chi dovesse iniziare a battere. Solitamente si giocava in due, uno contro l’altro, o in quattro, divisi in coppie
Una volta stabilite le squadre, si disegnava a terra con un gessetto un cerchio dal diametro di un metro chiamato “la stazione”...
...era proprio al suo interno che il giocatore sorteggiato doveva colpire con la la stàcciue il pisticchio, lanciandolo in aria il più lontano possibile
Maggiore era la distanza tra la stazione e il punto di arrivo dell’oggetto, più punti si raccoglievano. Per la precisione 5 ogni 5 centimetri, calcolati con la stàcciue stessa, che si poggiava per terra e si utilizzava per definire la lunghezza del lancio
Un gioco che fu sempre meno praticato, fino alla sua completa estinzione avvenuta tra gli anni 60 e 70. Non è un caso infatti che a fare da sfondo ai quattro ragazzi protagonisti del video Rai sia il quartiere Stanic, un’area da sempre poco urbanizzata