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Jumpy, lo scalpellino di via Sparano
Da 15 anni è una presenza fissa in via Sparano, lì dove espone e scolpisce i suoi vasi in pietra leccese vendendoli ai passanti incuriositi. Lui è il 53enne Gianpiero, detto “Jumpy”, uno “scalpellino” che assieme a cantanti, chitarristi e pittori anima la principale strada dello shopping di Bari (foto di Gaia Agnelli)
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Incontriamo Gianpiero un giovedì mattina di febbraio seduto su una sedia a sdraio all’incrocio con piazza Umberto I, di fronte all’insegna storica del negozio d’intimo Cima
Le sue mani si muovono al ritmo di scalpello, sgorbia e mazzetta: strumenti che utilizza per dar forma ai blocchi di pietra bianca...
...appoggiati su una tavoletta in legno posata sulle sue gambe
Perché Gianpiero, oltre a esporre nella “vetrina” a cielo aperto le sue opere, le lavora proprio sotto lo sguardo dei curiosi passanti
Accanto a lui si trova un carretto mobile sul quale trovano posto le sue creazioni...
...vasi di forme geometriche e dimensioni differenti...
...al cui interno “abitano” piante grasse come il cactus, il fico d’india, l’aloe, l’opuntia e la crassula
A dare una nota di colore rosso alle creazioni sono le piccole coccinelle di ceramica che Gianpiero usa come decorazione...
...assieme a dei sassolini di abbellimento
Il banco vendita è coperto da un rivestimento in tela di juta riportante la scritta “Riciclo è vita … Fare arte riciclando è la mia”
Sul suo carretto mobile, nonché “vetrina” del salentino, troviamo creazioni composte da materiale riciclato o rilevato in natura: si va dal vaso in pietra leccese rinvenuta tra gli scarti rocciosi dei minatori della Cava di Cursi, alle piante grasse che lo abitano, raccolte da Gianpiero direttamente da campagne, prati e paesaggi rurali
Perchè qui tutto è riciclato, persino il carretto: era in origine un passeggino abbandonato per strada, al quale lo scalpellino ha aggiunto...
...una lampada che ha costruito riutilizzando una canna da pesca e la nassa dei pescatori
Lo vediamo intanto maneggiare la sgorbia per sagomare il fondo e il martello per assestare piccoli colpi, il tutto indossando un paio di occhiali da sole per proteggersi gli occhi dalle schegge della roccia
«Non è di certo facile usare questi arnesi – ci confessa –: ci vuole precisione e tanta pazienza. All’inizio ci impiegavo parecchio tempo, ma adesso una singola opera mi impegna al massimo una mezz’oretta».
E tra una chiacchiera e l’altra c’è chi si ferma per acquistare i suoi manufatti che l’artigiano vende a 10 euro, pur accettando un compenso “libero” maggiore. A chiedere un vaso all’artigiano è il signor Antonio che vuole regalarlo al figlio Giorgio
Così Gianpiero si alza subito dalla sedia per prendere un’opera e mostrarla al cliente, mentre gli spiega di che materiale è fatta, cogliendo anche l’occasione per raccontargli qualcosa della sua vita. In cambio riceve dall’avventore 20 euro